Orchestra d' Amore
La maschera di cartone
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Sento il tuo lamento,
perseguitato dall'ombra
del mio cuore,
che ansima stancante;
sta scrivendo
una musica fatta di palpiti
come violini,
come campana che suona a festa.
Dove arriva il tuo lamento,
lì finisce il mio amore,
e ne sente l'eco la mia
anima distante.
Quale verso fa l'amore?
E' canto di gabbiano,
che sfiora il mare
per accarezzare la sua preda,
è il brivido nel freddo
più polare,
e il fuoco all'Equatore,
che, stanotte, sto a gridare.
Sto scrutando il tuo grido,
senza pensare
che debba finire.
E' in mutande la mia anima,
sta scemando il mio candore,
assordato dal tuo palpito
ruggente,
violentato dal tuo
ritmo maleducato.
Gridano in una sola voce
i domani differenti,
assieme ai destini
che stanotte si incrociano.
Come in un'orchestra divina
ogni membra suona,
inebriata, estenuata, liberata
dall'infamia del corpo,
che ha gridato il desiderio,
il maestro di un'orchestra senza senso,
il regista di stanotte senza tempo.
E poi calò il sipario...
...ed infine fu silenzio...
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L'autore
La maschera di cartone
"Non è vero, dolore, io ti conosco, tu sei nostalgia di vita buona e solitudine di cuore oscuro, di nave senza naufragio o rotta. Come cane abbandonato che non ha traccia nè olfatto e vaga per le strade, senza una meta, come il bimbo che la notte di una festa si perde tra la gente e l'aria polverosa e le ca
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