Arcano poetar malato
Alpha Scapigliata
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Vorrei divenire celebre vate,
urlando i miei carmi per la folla,
ma per il momento sono in disparte
perché Superbia mi pesa in giolla.
Son poeta e mi credo titano,
figlio ferito d'affetti malsani
e mesto padre d'un verseggiar strano
son fratellino d'artisti gitani.
Io son l'energumeno schizzato
che scrive strofe d'amore sui muri
e che crea grazie al cuore spezzato
arcani branchi di rime dai versi oscuri.
Per me è dura non scrivere d'angoscia
quando il sangue, l'inchiostro e le stille
son come pioggia ch'eterna scroscia
sui miei occhi dalle grosse pupille.
Brindiamo tutti in coro a me stesso,
ubriaco senz'aiuto di Bacco
e di Eris il più fiero successo,
perché la Ragion ho messo in scacco.
Riesco a vedere anche di giorno
le stelle cantare sopra la luna
perché non temo di fare ritorno
alla Follia che mi darà Fortuna.
©
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Commenti (1)
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malapenna8 marzo 2011
una sola parola... Spettacolo! forse la più bella letta fin'ora qui... lascio agli altri commenti sulla tecnica e ciò che esprime... le emozioni le tengo x me segnalibro mertato!
