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Comicita' 8 marzo 2011 · lettura 1 min · 1435 letture

Arcano poetar malato

Alpha Scapigliata 23 poesie pubblicate
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Vorrei divenire celebre vate, urlando i miei carmi per la folla, ma per il momento sono in disparte perché Superbia mi pesa in giolla. Son poeta e mi credo titano, figlio ferito d'affetti malsani e mesto padre d'un verseggiar strano son fratellino d'artisti gitani. Io son l'energumeno schizzato che scrive strofe d'amore sui muri e che crea grazie al cuore spezzato arcani branchi di rime dai versi oscuri. Per me è dura non scrivere d'angoscia quando il sangue, l'inchiostro e le stille son come pioggia ch'eterna scroscia sui miei occhi dalle grosse pupille. Brindiamo tutti in coro a me stesso, ubriaco senz'aiuto di Bacco e di Eris il più fiero successo, perché la Ragion ho messo in scacco. Riesco a vedere anche di giorno le stelle cantare sopra la luna perché non temo di fare ritorno alla Follia che mi darà Fortuna.
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L'autore
Alpha Scapigliata

Se mi cercate sono al cimitero. A colorarmi le unghie dei piedi...

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Commenti (1)

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malapenna8 marzo 2011

una sola parola... Spettacolo! forse la più bella letta fin'ora qui... lascio agli altri commenti sulla tecnica e ciò che esprime... le emozioni le tengo x me segnalibro mertato!