Cuori in attesa
Ancora s'avverte negli orfanotrofi
l'aria acre di Chernobyl;
i bambini raccolgono le pere
tra un gioco e l'altro.
Attendono tristi i genitori,
genitori qualunque che son là
a giocare con loro.
Una bimba fatica a sorridere
con la sua gamba monca,
consunta dalla radioattività,
i suoi occhi neri guardano lontano
al di là del confine
per essere nutrita dal sole cocente dell'OVEST.
Chissà se il suo aereo partirà mai!
Bambini generati dalla miseria,
dalla disperazione, dalle sbornie di vodka,
poi gettati in miseri antri vuoti, spogli,
bollenti solo di gasolio.
Come soldati perfetti, seduti,
son pronti a mangiare quell'umile piatto,
verza e carne nella succulenta brodaglia,
da soli attingono dai piatti fumanti,
come fossero adolescenti.
Sembrano uomini segnati dalla storia
ancor prima di crescere;
i loro volti si riflettono, mesti,
tra il ciarpame, tra l'immondo che li circonda,
accecati per sempre.
Terminano il loro pasto,
s'alzano con perfetta sincronia,
languidi guardano le pere nel giardino.
©
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