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Ribellione 10 marzo 2011 · lettura 1 min · 4060 letture

Sfogo

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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Eccomi son qua, carne da macello infierite su di me, per colpe presunte o vere. Oggi con lo stomaco di traverso sarà che ho dormito male sarà che è brutto tempo ho la nausea ed è più forte del solito. Niente di diverso è accaduto è come se, il terzo occhio avesse iniziato a vedere Eccomi, son qui carne da macello addossatemi colpe le spalle son forti Io capro espiatorio, delle colpe degli altri E nel silenzio il tradimento le menzogne i preconcetti il razzismo l’arroganza la cattiveria gratuita l’ignoranza dell’anima le pretese la lontananza i rimorsi Eccomi, son qui carne da macello accomodatevi.
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Quando ti senti esplodere dentro ... quando tutti credono di sapere e invece non sanno niente ... Quando hai solo voglia di sparire e finalmente essere libera/o ...
Quando senti di essere in una bolla e vedi tutto con occhi nuovi ... Ecco ... fa bene sfogarsi ... non passa, ma non implodi...1 agosto 2011
L'autore
Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

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Commenti (6)

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Enrico Baiocchi13 marzo 2011

Offrirsi come vittima sacrificale spesso non serve a cancellare i mali del mondo o di chi ci sta di fronte ma solo a consolare la nostra anima delusa. E' un segno di resa che non dovrebbe mai impadronirsi di noi. Urlare la propria rabbia purtroppo non basta perché chi dovrebbe non ascolta.

carla composto29 luglio 2012

non da perdere questo bellissimo sfogoliberatorio, nel quale la brava autrice mette in risalto tutta la sua rabbia... credo che a volte serva per non tenere tutto dentro... a volte la vita va affrontata e la nostra rabbia esternata... molto sentita ... ps mi meraviglio 1 commento... opera di rilievo

elena rapisa31 gennaio 2013

Quando ci sentiamo oppressi dall'incomprensione e dall'indifferenza. Quando abbiamo nascosto il male per non far soffrire, ecco che dentro qualcosa si rompe, gli argini cedono alla piena della disillusione e ci si offre quasi agnello sacrificale all'egoismo altrui. Fa bene all'anima urlare il proprio sentire? Io credo di si. Un grido liberatorio porta alla comprensione del proprio valore. E si torna a respirarsi.

Paola Galli1 febbraio 2013

li ho sentiti profondamente questi versi, un sfogo urlato da un'anima rarefatta, troppo a lungo silente, troppo spesso schiacciata da un peso sempre più insormontabile, quello dell'incomprensione del non dialogo, dell'ingiustizia della gratuità giudicante ingiudicata!! molto condivisa e pienamente sentita!!

C

ben descritto uno stato angoscioso al quale ci si ribella, ottimo testo

Elle2 febbraio 2013

E quella bolla, all'improvviso la riconosco anch'io... oh come la desidero a volte! Grande sfogo che ci abbraccia per un sentire che se la prende con "l'incomprensione pura"...quando semina le distanze e apre squarci in cui da una parte ci sei tu, quella che sei e dall'altra una fascia di mondo, all'improvviso ostile.