Sfogo

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Offrirsi come vittima sacrificale spesso non serve a cancellare i mali del mondo o di chi ci sta di fronte ma solo a consolare la nostra anima delusa. E' un segno di resa che non dovrebbe mai impadronirsi di noi. Urlare la propria rabbia purtroppo non basta perché chi dovrebbe non ascolta.
non da perdere questo bellissimo sfogoliberatorio, nel quale la brava autrice mette in risalto tutta la sua rabbia... credo che a volte serva per non tenere tutto dentro... a volte la vita va affrontata e la nostra rabbia esternata... molto sentita ... ps mi meraviglio 1 commento... opera di rilievo
Quando ci sentiamo oppressi dall'incomprensione e dall'indifferenza. Quando abbiamo nascosto il male per non far soffrire, ecco che dentro qualcosa si rompe, gli argini cedono alla piena della disillusione e ci si offre quasi agnello sacrificale all'egoismo altrui. Fa bene all'anima urlare il proprio sentire? Io credo di si. Un grido liberatorio porta alla comprensione del proprio valore. E si torna a respirarsi.
li ho sentiti profondamente questi versi, un sfogo urlato da un'anima rarefatta, troppo a lungo silente, troppo spesso schiacciata da un peso sempre più insormontabile, quello dell'incomprensione del non dialogo, dell'ingiustizia della gratuità giudicante ingiudicata!! molto condivisa e pienamente sentita!!
ben descritto uno stato angoscioso al quale ci si ribella, ottimo testo
E quella bolla, all'improvviso la riconosco anch'io... oh come la desidero a volte! Grande sfogo che ci abbraccia per un sentire che se la prende con "l'incomprensione pura"...quando semina le distanze e apre squarci in cui da una parte ci sei tu, quella che sei e dall'altra una fascia di mondo, all'improvviso ostile.





