Il brindisi di un folle
Luca Ventura
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D'improvviso destato dall'assurdo frastuono
d'un petalo di giglio colpito da un ape
rivolgo lo sguardo ad un cielo lontano
un tempo a me amico, ma oggi crudele
Rivolgo il pensiero d'un batter di ciglia
al nero dolore che il cuore m'implode
non sogni ne canti uditi o descritti
E' mesto il mio pianto pensando a domani
Non giorno di festa ne anno trascorso
un giorno fra tanti, è solo dolore
un giorno che passa in infausta mancanza
un giorno che arriva di luce già empio
Un sole lontano e lasciato alle spalle
cercarti non posso, non devo... vorrei
si appannan ricordi ma è dolce l'oblio
salato è il sapore degli occhi nel ricordo
Ogni giorno che ricevo è triste anticipato
da uno che ho bruciato nell'assenza di te
conto i mesi ancora dandogli il peso delle ore
tanti quanto atroci trascinano il mio Io
Potessi ricordare il sapore d'un tuo bacio
potessi cancellare il dolore del tuo addio
potessi andare indietro al giorno di quel mese
potessi, se potessi... potessi far qualcosa
Null'altro che ricordi cuciti nel rimpianto
null'altro che le lacrime che inondano i ricordi
null'altro se non io che spero e che ricordo
E allora urlando al fato ridente del dolore
Levando mesto e fiero il calice dorato
d'un amore vero e puro e mai dimenticato
più forte del metallo, più chiaro della luce
d'un amore così forte, da prevaricare i fatti
Brindo con tè...
Al dolce ricordo di ciò che è stato...
Al triste e sconfinato dolore di ciò che è...
All'immortale speranza di ciò che sarà...
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L'autore
Luca Ventura
Nato a Catania il lontano 18 dicembre del 1980, in un giorno qualsiasi per molti, ma non certo per mia madre... Un ragazzo come tanti, forse sarebbe meglio dire come troppi, la passione per la poesia la scopro all'età di 14 anni quando scrissi la mia prima poesia su uno stralcio di carta trovato dentro il portafogli
Commenti (2)
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Emanuele Martina10 marzo 2011
travolgente, molto sentita ed apprezzata, davvero bella
Pi Greco10 marzo 2011
Lo stile non è poi così carente, come scrivi nella nota, anche se non so come scrivi ora. Qualche carenza invece la vedo nell'originalità delle immagini. Il testo è molto "pesante" (concedimi il termine), sfoltito potrebbe essere gustato meglio.


