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Amore 10 marzo 2011 · lettura 2 min · 3478 letture

Il brindisi di un folle

Luca Ventura 83 poesie pubblicate
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D'improvviso destato dall'assurdo frastuono d'un petalo di giglio colpito da un ape rivolgo lo sguardo ad un cielo lontano un tempo a me amico, ma oggi crudele Rivolgo il pensiero d'un batter di ciglia al nero dolore che il cuore m'implode non sogni ne canti uditi o descritti E' mesto il mio pianto pensando a domani Non giorno di festa ne anno trascorso un giorno fra tanti, è solo dolore un giorno che passa in infausta mancanza un giorno che arriva di luce già empio Un sole lontano e lasciato alle spalle cercarti non posso, non devo... vorrei si appannan ricordi ma è dolce l'oblio salato è il sapore degli occhi nel ricordo Ogni giorno che ricevo è triste anticipato da uno che ho bruciato nell'assenza di te conto i mesi ancora dandogli il peso delle ore tanti quanto atroci trascinano il mio Io Potessi ricordare il sapore d'un tuo bacio potessi cancellare il dolore del tuo addio potessi andare indietro al giorno di quel mese potessi, se potessi... potessi far qualcosa Null'altro che ricordi cuciti nel rimpianto null'altro che le lacrime che inondano i ricordi null'altro se non io che spero e che ricordo E allora urlando al fato ridente del dolore Levando mesto e fiero il calice dorato d'un amore vero e puro e mai dimenticato più forte del metallo, più chiaro della luce d'un amore così forte, da prevaricare i fatti Brindo con tè... Al dolce ricordo di ciò che è stato... Al triste e sconfinato dolore di ciò che è... All'immortale speranza di ciò che sarà...
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Una mia vecchia poesia, nonostante sia stilisticamente carente e diversa dal mio attuale modo di scrivere è la traccia di un antico dolore e di sensazioni che oggi ho dimenticato... cara la mia musa, vorrei essere in grado di amare oggi come ieri, ma la parte di cuore che mi hai strappato è difficile da ricucire...

L'autore
Luca Ventura

Nato a Catania il lontano 18 dicembre del 1980, in un giorno qualsiasi per molti, ma non certo per mia madre... Un ragazzo come tanti, forse sarebbe meglio dire come troppi, la passione per la poesia la scopro all'età di 14 anni quando scrissi la mia prima poesia su uno stralcio di carta trovato dentro il portafogli

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Commenti (2)

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Emanuele Martina10 marzo 2011

travolgente, molto sentita ed apprezzata, davvero bella

Pi Greco10 marzo 2011

Lo stile non è poi così carente, come scrivi nella nota, anche se non so come scrivi ora. Qualche carenza invece la vedo nell'originalità delle immagini. Il testo è molto "pesante" (concedimi il termine), sfoltito potrebbe essere gustato meglio.