Com'era
Fermo
come un albero piantato
a vedere passare le auto
e gli uccelli migratori
i bambini in bicicletta
ed i cani che ti pisciano sui piedi.
Una forza sconosciuta
ti sradica da terra
e incominci a camminare barcollando
a cadere, a rialzarti
e a tornare a camminare
per vedere posti nuovi.
Tutto diverso. Tutto più bello.
Poi di colpo ti risenti appesantito.
Ogni passo sempre più lento
ed i piedi
che faticano
sempre più
a staccarsi da terra
finché torni come prima.
Un albero piantato.
Sai com'è
sentirsi morire pian piano...
Il sole ti cuoce
la pioggia ti bagna
e sei senza riparo
e ricordi cos'eri
e racconti com'era
agli altri alberi
la vita d'un uomo
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L'autore
maurizio di benedetto
Non sono un "Poeta" di quelli con la P maiuscola, dato che, per esserlo, necessitano delle capacità che io non ho. Mi piace, piuttosto, definirmi un 'poeta a tempo', uno che scrive perché sente la necessità di comunicare, e smette di farlo quando non ha più nulla da dire... Ho scelto 'la poesia' per parlare, dat
Commenti (1)
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P
Patrizia Chini14 marzo 2011
il sottofondo musiucale sottolinea la sofferenza della pianta che è costretta a stare ferma, imbrigliata dalle sue stesse radici, mentre la nostalgia, il rimpianto è struggente per tutto ciò che si può fare e che lei, pianta, ha sperimentato e che racconta con giusto orgoglio perché l'aveva resa padrona di sè, un essere libero...