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Riflessioni 11 marzo 2011 · lettura 2 min · 4420 letture

Vincitori e vinti

Moreno il Duca 876 poesie pubblicate
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Battaglie lontane, la guerra e il suo canto la polvere alzata unta mescolata al sangue... il vento si placa agli uomini in quella lotta mortale dove solo la morte ... alza la voce in concitate parole Mazze ferrate rimbombano come colpi di maglio sulle armature spaccate su corpi inermi rimangono sul campo lordo di orgoglio sangue ovunque pestato da amici in diverse uniformi Sferragliare di spade per un credo mal celato da una parola di troppo da un gesto sgraziato ed ecco che l'onore scende in campo affiancato da un dio che di rancore e odio è ammaliato Ma conta solo apparire conta il popolo e il suo onore amici contro amici ma nemici lo stesso il sentimento non ha valore amori lasciati ricordi stracciati lacrime tacite nella notte complice dei sentimenti rubati Gli eserciti si avviano verso il giorno fatale i caduti ...non si contano nelle preghiere saranno ricordati come le notti agitate... insonni pensando a quel giorno letale cantando inni alla luna perche i dolori vengano risparmiati Non esiste rimorso, non esiste rimpianto il mondo ruota sui vinti e sui vincitori un corpo a corpo mortale in quel combattimento nello sguardo del nemico vedo gli stessi desideri
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L'autore
Moreno il Duca

sono Bellunese, adoro le mie montagne e la mia città d'origine il mio nick esula dal conferirmi un titolo nobiliare anche se sono di famiglia nobile, Duca è solo una abbreviazione alla mia collana di poesie il significato è questo DONAMI UN CALDO AMORE che altro non è il titolo della collana da me pubbl

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Commenti (7)

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Silvia De Angelis11 marzo 2011

Da che mondo è mondo nelle cruente battaglie si desidera solo la fine del proprio nemico, senza remore e rimpianti in quel ribollire dell'anima che non lascia spazio a ripensamenti... Ottimi versi

Michele Tropiano11 marzo 2011

in guerra non esiste rimorso, non esiste rimpianto: ci sono i vinti e i vincitori. ma siamo sicuri che in realtà ci siano davvero? battaglie lontane, polvere e sangue, mazze ferrate e morte, morte, morte. forse l'unica vincitrice è lei: la morte. i versi contengono belle immagini, forti, una buona stesura.

DonnaFPgreeneyed11 marzo 2011

Grande maestria nello snocciolar con poesia dolorosi eventi, che racchiudono e smembrano sentimenti lasciando sgomento ma, nel suo dire, appare lieta la speranza del finire. Pur con angoscia letta e veramente apprezzata nella forma e padronanza del contenuto. Complimenti!

D
Dany Blasi11 marzo 2011

La storia è sempre dalla parte dei vincitori... non degli eroi o dei valorosi sconfitti... belle metafore incalzano in questa meravigliosa lirica!

Anna Maria Scamarda11 marzo 2011

L'educazione spartana esigeva che i bambini, ancora in tenerissima età, si abituassero al freddo, alla neve, a tutte le intemperie e ad ogni sorta di privazioni; per essere addestrati ad affrontare, da grandi, le guerre. Che crudeltà! Ma ci sono anche giovani che piangono, che hanno orrore delle guerre. E rischiano perfino d'impazzire al pensiero di essersi sporcati le mani di sangue... sia pure per uccidere il nemico. Le guerre di tutti i tempi non possono portare altro che distruzione e morte. E il dialogo civile, ancora oggi, sembra essere lontano... Versi molto significativi, per un tema cosi drammatico. Che possono guidare a profonde riflessioni. Apprezzatissimi.

C

queste tue poesie sui cavalieri, sono veramente bella, rapiscono il lettore, complimenti

Calogero Pettineo12 marzo 2011

che brutta cosa la guerra, uomo che combatte uomo, non per sopravvivere, ma, per futili motivi. solendida ed esposta in maniera perfetta.