La casa del lago
Quella facciata bianca
della casa del lago
era ferita
da gerani rossi.
Quel lago verde
non stava mai fermo,
anche i pesci
facevano rumore.
Le luci della sponda
di fronte
guidavano i miei sogni
e le onde del Garda
cullavano
il respiro di mia figlia.
Un gabbiano volava lontano
e mi riportava a terra:
inabissato nei pensieri
rifletto su di ieri.
La barca ancora in secca
reclama vernice,
l'ulivo contorto
aspetta in pace,
nel silenzio rotto
da un fugace passerotto.
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L'autore
morfeo morganti
Rieccomi fra di voi amici. Dopo una lunga e dolorosa malattia ho ripreso a scrivere e la pagina bianca non mi spaventa più. La sofferenza ed il male oscuro, mi hanno temprato. Sono e vivo a Brescia, per anni ho esercitato la professione di avvocato penalista che, mio malgrado, ho dovuto abbandonare. L’anagrafe non mi a
Commenti (1)
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Laura Sensoli11 marzo 2011
Una poesia capace di trascinarti laddove tu hai descritto con molta soavità. Complimenti!
