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Sociale 12 marzo 2011 · lettura 1 min · 2805 letture

I matti

Fiammetta Campione 450 poesie pubblicate
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I matti ridono, i matti gridano, i loro volti sono anime erranti i matti parlano, i matti piangono, le loro bocche si muovono, noncuranti. E si disperano, e poi si dondolano, si allontanano, fuggono via via dalla vita, via dal dolore! ...ma dopo poco li vedi riapparire I matti, enigma di dolore e colpa sono una costola di tutti noi che indifferenti voltiamo le spalle li abbandoniamo al loro destino. Ma dentro gli occhi, nei loro vuoti sguardi c'è sofferenza, terrore, incomprensione di un mondo per loro straniero che li costringe e gli mette il bavaglio. Procedevano accanto a noi si sono persi, all'improvviso, nella profondità del pensiero. Ora, non possono più tornare.
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Questo è uno dei miei scritti a cui tengo molto, è sgorgata dal profondo ed è da me molto sentita perché ho sempre guardato al mondo dei cosiddetti 'matti' (ma sono poi loro i veri matti?) con grande curiosità e interesse.9 luglio 2011
L'autore
Fiammetta Campione

A volte basta uno sguardo...e le parole diventano superflue. Ma le parole delle poesie sono altro: ti prendono e ti portano via, dove vogliono loro - e anche dove vuoi tu... E si rinnova l'incanto.

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Commenti (4)

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mario calzolaro12 marzo 2011

ho apprezzato questa lirica coinvolgente... intensa ed efficace. Complimenti

Vilma12 marzo 2011

Basta soffermarsi nei loro sguardi e si potrà vedere la sofferenza, la paura, ma anche il loro cuore... Bellissima poesia che ho apprezzato molto per l'argomento trattato Complimenti

Stefania Stravato19 marzo 2011

...i matti... ''enigma di dolore e colpa... sono una costola di tutti noi...'' un verso splendido e terribile che racchiude intensamente tutta l'essenza di questa lirica, che affronta un tema doloroso e scomodo per le nostre coscienze... troppo ci sarebbe da discutere e questa non è la sede adatta... mi complimento sinceramente con l'Autrice, per la sua bravura nell'aver saputo trasmettere profondamente la dolorosa emozione, che si coglie negli sguardi di queste creature.

dai manicomi ad oggi, diverse tipologie di strutture, diversi modi di affrontare il problema (piaga sociale) ma sempre uguale il disagio e la "vergogna" di chi è dentro, delle famiglie, di chi ci lavora e affronta giornalmente difficoltà e discriminazioni. Un mondo chiuso fra sbarre sociali, tremende, più dure dell'acciaio. Io lavoro in com. psic. e sento molto questo "tema", ne parlo molto forse x sensibilizzare l'opinione di tutti, anche chi non conosce a fondo il problema.