L'estasi
Orgasmo di beltà, che non plachi la bramosia,
lambire la tua pelle mi sarà sempre negato?
Io, accecata dalla visione eccelsa, come sole tu rifulgi:
sfolgorio ramato entro il quale mi perdo, sei una sete che non mi frena.
Armoniose forme di donna inaccessibile
avvolgono l'avvilimento di saperti impossibile.
Agognare che tu, vita, mi riempia della tua essenza
e ritrovarsi soggiogata alla tua felicità
non è forse come consumarsi nell'inconsistenza di una nube?
Nutrita dell'aria che respiri,
in silenzio scalpitante,
in silenzio asfissiata per il troppo spirito inalato.
Pace dei sensi: sfioro boccoli come seta sfibrata,
ma tu non mi lasci colmare quest'esigenza
e fremo, brividi caldi di libidine.
Così precario il mio equilibrio dinnanzi a melodia così rara,
così immobile resto, la paralisi scolora il pensiero
e tu scivoli in fondo invadendo l'etere, ridestando cupidigie.
Sospesa su inconfessati paesaggi mai solcati,
adoro contemplare quel tuo ammaliante esistere
e mi confondo tra le lacrime estatiche, svanendo per sempre in nebuloso languore.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!