Forse
Luca Ventura
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Stò fermo sull'orlo di antichi pensieri
ritmando i ricordi di giorni felici
con passi di waltzer scanditi dal pianto
ricordo le rime che un tempo tessevo
giocando leggero e cucendo parole
Dubbi insistenti pervadono il cuore
fra lettere vuote in triste sequenza
s'intridono i sogni d'oscuri pensieri
Vorrebbe la mente pensare al domani
negando dell'oggi quei sibili oscuri
Vorrebbe la mente pensare a quei giorni
negando di ieri gli errori compiuti
La notte bambina che gioca sull'uscio
insegue farfalle gridandone il nome
non suscita risa ai miei occhi di ghiaccio
soltanto pensieri d'un vivere quieto
Ed ecco che l'urlo d'un cuore distrutto
risorge dall'eco dell'essere vuoto
sia l'urlo la morte o soltanto il destino
verrà tra i miei occhi con lacrime dolci
Pensami dunque nei giorni a venire
non chiedo ai tuoi occhi la pioggia d'argento
non chiedo al tuo cuore lo strazio supremo
ma pensa a chi un giorno ti disse parole
ma pensa a chi un tempo ti volle guardare
non essere triste d'averlo perduto
non essere triste, in fondo l'hai avuto
spera un domani d'avere certezza
spera un domani incrociarne lo sguardo
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L'autore
Luca Ventura
Nato a Catania il lontano 18 dicembre del 1980, in un giorno qualsiasi per molti, ma non certo per mia madre... Un ragazzo come tanti, forse sarebbe meglio dire come troppi, la passione per la poesia la scopro all'età di 14 anni quando scrissi la mia prima poesia su uno stralcio di carta trovato dentro il portafogli
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