L'Addio mai pronunciato
Giorgia Spurio
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-Sentì il grido dei bimbi-
Mare che ingoia,
d'azzurro il nero gigante
si alza risvegliato dal torpore
a scatenare, ad allargare la sua brace
dalla sua bocca.
-Sentì il tremolio della sua mano-
Dal letto, bianco, come il volto
di lei che già dormiva,
nel coma di una matrigna
che prende le piume agli angeli.
-Sentì il boato-
Che dalla terra rompe il ramo al nido
Il silenzio che ruba le grida alle madri
I denti che scavano sulle labbra la paura
Il solenne salmo al congiunto cielo.
-Senza guai per le ali dei titani-
Piangi uomo...
Haiti ancora muta si è sfregiata vergine,
il sangue che i bimbi non piangono svenuti;
il 26 dicembre che ancora sotto i piedi il pianeta urla.
-Non- Griderò come marito senza moglie,
come padre senza figli,
di lacrime solcate e raccolte per un nuovo fiume.
Non basteranno i piedi per calpestare la rabbia.
Non saranno tagliati i capelli per le statue delle chiese.
Non saranno consumate candele, già spente,
già fredde, già... nel naufragare caute
imprudenti bianche come le mani
nella melma che l'oceano diede in pasto
alle Chere.
-Lui pianse-
È -il suo odore- l'odore
dell'assassino impunito dei Vuoti
che l'apocalisse porta nel vento
su un sorriso cucito di lutto.
E l'uomo che lui era
-di pietra- cadde.
Il tonfo dell'abete
tra le braccia dei tigli
in fiore, boccioli già rapiti
dal gelo che l'inverno
non vuole abbandonare.
E tra mimose divenute ghiaccio
-lacrime che la rugiada dona
alla ruga e alla guancia-
l'uomo imparò a dire "Addio".
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L'autore
Giorgia Spurio
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