Un ultimo sguardo
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Persiste anche in questo elaborato la "cupa" poetica di Rasimaco, imbastita di un costante pessimismo attenuato, mi pare, solo dalla quieta "rassegnazione" insita in ogni verso. E così l'autore esprime il suo sofferto desiderio di guardare "dove si naconde la sera", aspettando inutilmente quell'aurora "che mai più si sporgerà \ da questa finestra ormai socchiusa". Profonda metafora della vita, il passo del tempo che porta l'uomo dalla giovinezza alla vecchiaia, quando finiranno sogni, speranze e aspettative, e davanti allo sguardo non resterà altro che il senso buio della notte. Nella brevità di dieci icastici e precisi versi è racchiuso il senso del cammino dell'uomo attraverso gli anni. Ed è un destino senza soluzione...
L'uomo, dopo il ciclo della vita, da secoli si lambicca il cervello per arrivare a comprendere dove si nasconde la notte, Ahimè! Non è dato sapere ai mortali .Versi pieni di tristezza, profondi, ermetici che io condivido.

