Libertà (sentire)

Sentire
L'aria che muove le braccia
L'odore del fiore sbocciato
la dolcezza del miele mangiato
l'aria che muove la faccia.
Ed è leggero il passaggio
Tra le catene e la libertà,
lieve il ricordo di verità,
fredda la luce del raggio.
Declamata fosti tante volte,
con grande forza urlata in cielo,
cambiasti repentina denti e pelo,
quando le storie tue furon sepolte.
A te paragonato fu il volo del gabbiano,
come il pensiero ed il rosso tramontare
od anche la terra incolta o il mare,
un monte innevato o un paesaggio lontano.
Libertà,
lacera eppur viva
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!