I giorni del mare
Marco Veronesi
112 poesie pubblicate
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Lì mi assoggettai al tuo vezzo
respirai salgemma
tra marosi, schiume e creste
tremenda paura delle profondità
d'esser cibo per pesci
di scomparire tra correnti funeste
imparai la lingua dei gabbiani
con il cervello vergine di uno scolaro di prima
misi il mio pensare a disposizione
di sfumature indefinite di cobalto
conciliato dallo sciabordio delle onde
io, albatro fraternizzai coi cormorani
respirando arie di freddo iodio
fu scontato sacrificar comodità
per trovar me stesso in tua simbiosi
scoprii Jonathan Livingston recondito nell'ego
giovai di solitudine ed introspezione
come il volo nella gabbia purtroppo ritornai
ero colui che ebbe un passato di grande futuro:
l'adesso.
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L'autore
Marco Veronesi
Sono un Albatro, volo per mari ed isole e migro per steppe e catene montuose.. Sono ammalato, di un congenito amore per la vita, di una malattia che si chiama "sogno cronico ad occhi aperti", di una sana mania per le donne, di una sensazione di simbiosi con alcuni aspetti della natura. Volo tutte le volte che
Commenti (2)
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v
veronica de tommaso16 marzo 2011
molto piaciuta... mi ha ricordato l'esperienza straordinaria della barca, la scomodità degli spazi, il contatto costante e coatto con se stessi, la meraviglia del riscoprirsi esseri di natura e non solo di cultura... e poi il ritorno... bellissimi gli ultimi versi!
EnzoL16 marzo 2011
Bellissima riflessione suggerita dalle onde, che ci rendono fragili nella loro maestosità!

