Lazzaretto

Bicchieri di carta
mascherina
guanti
Così ti umiliarono
Quando i tuoi occhi si spensero
tolsero dignità alla tua morte,
buttarono materasso
e cuscino
te ne andasti
con una mela cotta sul comodino
una flebo al braccio
e con in tasca
macigni di discriminazione
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Commenti (3)
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Fiammetta Campione15 marzo 2011
Colpita fin dalle prime parole, ho letto d'un fiato e riletto la poesia, nuda e cruda nel suo grido contro l'ingiustizia della vita e degli uomini. Molto bella
Kiaraluna15 marzo 2011
Chi discriminò per primo... l'uomo o la vita? chi fu maestro e chi l'allievo nell'arte dell'emarginazione? Un tema amaro affrontato con ottimo stile, complimenti.
Amara15 marzo 2011
...in fondo non è discriminazione... ma paura... quella della morte... che è poi il discrimine di tutta la vita dell'uomo... ma una carezza a mano nuda ed un sorriso... non comportano rischi... se non quello di una pietà sepolta... - mi piace molto...


