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Siamo italiani e orgogliosi di esserlo perché molti sono morti per costruirla questa Italia e anche se è un po' sgarrupata, le sue strade ancora odorano del sangue versato. Questa poesia mi ha emozionato veramente
E anche il nostro Rasimaco non resiste al fascino di distendersi in una poesia che riguardi l'unità d'Italia e i sacrifici che molti dovettero fare senza egoismi o personalismi, per raggiungere l'obiettivo. L'autore lo fa con quel suo particolarissimo stile che si distacca da tutti gli altri scritti in materia, che fioccano, è naturale, come la neve a gennaio. Anche se l'unità di questa nostra Italia (e questo lo dico io) è un po' obnubilata da fazioni che vedono una stessa cosa gli uni bianca e gli altri nera, tuttavia il Poeta invita con suadenti e commossi versi a ricordare coloro, di qualsiasi parte fossero, che si immolarono generosamente per dare a noi posteri questo meraviglioso dono della libertà. Bel pensiero, Rasi!
Solo ricordando e facendo nostri i sacrifici fatti per unire il nostro paese saremo il proseguio dei nostri antenati. Chi non ha storia non può esistere. Ma quanti giovani sanno come si è giunti alla nostra unità, se non la spieghiamo attraverso il "grande fratello" o altri programmi demenziali? Mi scuso per il mio sfogo ma la televisione farebbe meglio ad aiutarci in questo. Molto bella e condivisa.
Un grido, un richiamo accorato a tutti coloro che avessero dimenticato quanto sangue è stato versato, quanti dolori e lutti, da persone che ci hanno preceduto, per unire L'ITALIA, aggiungerei: ricoda figlio di dare nella stessa misura in cui hai ricevuto: l'amor di Patria.


