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Riflessioni 17 marzo 2011 · lettura 2 min · 4265 letture

L'Italia dimenticata

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Schifano Alessandro 47 poesie pubblicate
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Dall'Alfieri al Partigiano incombe sovrano il sentimento dell'Italia unita. Roma per prima capeggiò la sfida, nè l'Impero d'Occidente e gli Ostrogoti e Giustiniano che venia d'Oriente sepper divider l'italiano. Vinse il longobardo nell'impresa, lingua latina impose l'Alboino, spinse Carlo Magno nella resa, Ottone di Sassonia finse l'Arduino. Or, che nel suolo arde la grandezza dell'Impero nasce l'amor dell'arte, nasce l'amor del vero; Guelfi e Ghibellini oscurano l'ascesa, torna a memoria Roma, sorella della Chiesa. Mentre Legnano in festa issa la sua bandiera, s'alza dall'altra testa un Vespro a primavera. (Come in memoria fugge il tempo andato, oggi Legnan dimentica il passato). Firenze è viva Firenze è parte del contributo al mondo, della sua grande arte. Padre, che della Patria amasti il pianto e la concordia vinse lo straniero, seguì Lorenzo l'orma del sentiero, spense la fiamma un tacito pensiero. Corre memoria ancora alla disdetta; vince l'Italia in suolo di Barletta; compito arduo al Principe italiano di liberar dai barbari la mano. S'ode lontano un grido di ribelle ecco la Francia con le sue "Sorelle"; anche dall'Austria s'alza l'uragano perde in un libro il suolo di Merano. Sapri e Belfiore muoion con onore, mentre Milano viene lacerata, morti in battaglia per un disonore falsa promessa mai dimenticata. Ride Palermo poi Catalafimi Castelfidardo sottomette il Clero marciano i Sardi contro lo straniero, fonde l'unione coi garibaldini. Oh, se quest'Italia rivivesse ancora! Unico pensiero unica parola; potesse ridestare il sentimento, quella bella Italia, del Risorgimento.
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Solo se riusciremo ad impossessarci del passato, saremo liberi di vivere il futuro.26 giugno 2011
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Schifano Alessandro
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Commenti (2)

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Maria Rosa Cugudda18 marzo 2011

Opera di notevole spessore politico, umano e letterario, con versi espressi in forma scorrevole, dai quali traspare una grande profondità d'animo e di sentimento! molto apprezzata.

Annamaria Barone18 marzo 2011

La nostra storia. Nostra. Di popolo nato nella stessa Patria. Di di ideali che non guardavano alla provincia di nascita, ma alla libertà, all'uguaglianza, alla voce di un solo popolo che canta Italia. Come si può dimenticare? Come si può oltraggiare Inno e Bandiera? Come? Lirica potente, bellissima, quasi d'altri empi. L'ho letta d'un fiato e poi rietta co calma, gustandone ogni cenno storcio e politico e culturale. Complimenti!