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Riflessioni 17 marzo 2011 · lettura 1 min · 1530 letture

L'Italia e il suo seme

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Giuseppe C 2 poesie pubblicate
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Cosa canti a questa Patria Con la tua dolce cetra? Tu poeta solitario Cosa imprimi sulla pietra? Guarda questo mio salario Sufficiente per un pane: È la povera offerta Per il mio lavoro infame. La mia mano sempre aperta Cerca un'altra ricompensa, Chiede senso e valori, Cerca una cultura densa Della storia senza onori, Dello sforzo che non teme Che col sangue o il sudore Fece germogliar il seme. Guarda senza aver pudore Questa pioggia marzolina: È un balsamo pungente Che deterge la mattina, Di un fasto assai potente Reso gelido pietrame Dall'indifferenza sazia Dall'oscura storia infame. O mio Dio abbi grazia, Tra sei giorni è primavera! Guarda questo mio Paese, Fa che sorga un'altra era Senza liti, né contese, Senza diavoli e festini! Fa che crescano coscienti Nelle case i bambini Dei difficili momenti Che segnaron il vagare, Della Patria insonnolita Destinata a naufragare. Ma il seme è in vita! O poeta, non t'ammalia? Quella Carta splenda ancora: L'alma pura dell'Italia!
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