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Uomini 19 marzo 2011 · lettura 1 min · 4418 letture

Il Mattatore

mario calzolaro 369 poesie pubblicate
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Spente le luci calato il sipario la sala è vuota il pubblico è lontano Hai donato momenti di gioia argentee risate, hai dominato la scena da maestro e il tuo carisma ha trionfato ancora, Mattatore! Ora, sei solo, senza trucco di scena, nudo di fronte a te stesso Fuori è il Mondo e tu ti attardi su quelle tavole che di Romeo e Antonio riecheggian gli accenti Solo con te stesso e la tua nuda tristezza Lo rifiuteresti il mondo che ti aspetta, eternamente rituffandoti nella scenica finzione Non ti vergogni della lacrima che ti brucia il volto e che niente nessuno potrebbe detergere Hai riso con loro che partecipavano al tuo gioco applaudendo, tragico clown, e dovrai continuare a ridere per chi ti attende nel suo cubicolo di dolore Sorriderai per Lei disperatamente riderai, tragicamente soffocando in silenzioso gemito la disperazione che ti squassa il cuore E continuerà senza copione la recita In fondo sei nato per questo!
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L'autore
mario calzolaro

Sono nato a Taranto,e ci vivo . Sono un avvocato,penalista. Amo scrivere poesie.Amo il teatro,il cinema,la poesia,la letteratura , l'Arte in genere,la fotografia ed i fumetti. Colleziono dipinti contemporanei ed arte figurativa , arte giapponese del XVII,XVIII e XIX secolo ( netsuke,inro,ojime,stampe).

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Commenti (18)

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da brivido ...ho molto sentito l'intensità di questa solitudine, mascherata dal trucco e la finzione della scena, un ripetersi di recita in giorni e notti di profonda solitudine.

elisabetta tegas19 marzo 2011

una poesia che mi è parsa assolutamente notevole pe lo stile, la forma ed il contenuto. le immagini, forti e commoventi, ti prendono e non ti lasciano più.Bella, bellissima.

Michele Tropiano19 marzo 2011

la maschera che ogni attore indossa per lavoro a volte può essere crudelmente beffarda, nascondendo il dolore sotto il sorriso sgargiante della scena. godere degli applausi è vanagloria, passeggera, che non asciugherà quelle lacrime, lacrime che scorreranno quando il sipario si sarà chiuso, quando l'attore, solo con sè stesso, si troverà a doversi togliere quella maschera ed affrontare la realtà; ma l'attore è l'attore, condannato per destino a questa beffa. tema sicuramente affrontato tantuissimo nei secoli, ma sempre bello, riproposto con questa poesia molto apprezzata.

Roberta Viotti19 marzo 2011

Struggente, spoglia del superfluo per leggere dentro... In fondo attori della nostra vita, o di quel che non è, lo siamo un po' tutti... e ci commuoviamo per noi stessi... Grazie, bello leggerti

C

la vita è una recita, a volte farsa a volte dramma, si vorrebbe a volte che il sipario si chiudesse sul palcoscenico, tediati ed angustiati da essa, stanchi di dover sempre indossare una maschera ed adattarsi ad un ruolo, bellissima, complimenti.

D
Dany Blasi19 marzo 2011

Una maschera, un ruolo, una recita... il respiro di un uomo che a sera si sveste e spogliato, nudo, versa la lacrima della sua essenza più vera nascosta alle ombre del mondo che vuole tutti vincitori e dominatori ingabbiati nella nostra stessa essenza! Grande è poco... questo si chiama poetare, sinceramente un grande plauso!

Anna Maria Obadon19 marzo 2011

Siamo tutti un po' attori e riusciamo, a volte, a mentire con gli altri dipingendoci e incollandoci addosso un nuovo personaggio ma, tolta la maschera, non possiamo continuare a fingere con noi stessi (giudici imparziali). Bella.

Marina Pacifici19 marzo 2011

"Sei solo con la tua nuda tristezza" scrive il Poeta in una lirica di profonda bellezza e malinconia. Un'amara riflessione sul successo, le effimere luci delle, la solitudine. Una Poesia da encomio che commuove e onora il sito. Alla bravura dell'Autore.

Giorgio Dello19 marzo 2011

Quando si apre il sipario della vita siamo tutti attori e recitiamo la nostra parte, finché il sipario non si chiude e si aspettano... fischi o applausi! Una lirica notevole, una gran prova di bravura per i sentimenti espressi! Un onore leggere versi come questi...

Silvia De Angelis19 marzo 2011

Nell'ambito della comunità siamo costretti, spesso, a fingere, ma tornando nel nostro habitat personale fuoriescono tutte quelle sensazioni represse che nuocciono profondamente l'anima...

L
Libera Mastropaolo19 marzo 2011

Continue maschere, pagliacci viventi... Costretti, spesso, da una relatà non vera, indossiamo un abito non nostro, tutti i giorni e imitiamo, nel reale, il clown che recita per sopravvivenza. Tema profondissimo e sentito trattato in maniera scorrevolissima e penetrante; apprezzatissima poesia.

Loretta Stefoni19 marzo 2011

Piaciuta tantissimo! L'uomo che calca il palcoscenico sicuro quando è sotto le luci della ribalta, incanta con il suo copione imparato a memoria e si gode gli applausi. Ma quando cala il sipario e si sveste degli abiti di scena ... come si sente veramente ... quando si toglie il cerone e si guarda allo specchio ... gli piace quello che vede? Quanti uomini senza coscenza vivono sulle lacrime degli altri, pur essendo padri che sognano un futuro migliore per i loro figli. Una riflessione profonda, che può essere sentita in diversi modi, molto apprezzata!

Stefania Stravato19 marzo 2011

L'Autore non delude mai le aspettative del suo pubblico e ancora una volta rivela la sua profonda capacità di scavare nelle pieghe dell'animo umano e tratteggiare con le parole, scenari di profonda interiorità, colti nella loro essenza più profonda. Inserita nella sezione ''uomini, l'ho letta come poesia d'introspezione, perché come è stato già espresso da chi mi ha preceduta, ogni individuo è ''mattatore'' sulle assi di questo palcoscenico, chiamato vita. Complimenti Poeta, sinceri ed ammirati.

Lidia Filippi19 marzo 2011

Mi riempiono di commozione questi tuoi meravigliosi versi... Sono riflessioni scritte molto bene per tutti noi che siamo impegnati nella nostra recita personale e che forse non ci permettiamo nemmeno di ascoltare la voce del silenzio e la solitudine...

carla vercelli19 marzo 2011

Sicuramente è un tema che è stato trattato precedentemente in ogni forma d'arte e letteratura, ma l'autore con la sua spiccata sensibilità è riuscito a trasmettere vividamente, nell'ambito di una poesia, sensazioni ed emozioni molto intense.

f
filiberto19 marzo 2011

Nella vita si è un po' tutti attori. A volte anche il poeta recita e si sente come un pesce fuor d'acqua quando lascia la penna, proprio come il mattatore fuori del palcoscenico. Disanima e sensibilità di gran livello. segnalata.

Rosy Marchettini19 marzo 2011

Il mattatore... il colown anche se nel cuore vi sono solo lacrime il mondo si deve far sorridere, ridere... arduo quando proprio non se ne ha desiderio... Poesia sritta con profondo sentimento Piaciuta immensamente Applausissimi Poeta

Midesa19 marzo 2011

tra i versi traspare solitudine fuori dalla scena ed immarcescibile tristezza ...metafora della vita... grandezza di versi... complimenti.