Puntualmente mi ritrovi
Mimmo Mariano
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Del tuo essere sento d'improvviso
le unghie affilate che mi graffiano
il corpo e frusta è il nome tuo che
si agita nell'aria, danzando al
suono dei miei ricordi e segnando la
mia schiena di profondi solchi che
mi arrivano al cuore.
Da qui mi esce il tuo canto
e come un'eco ne assecondo il richiamo
ché più semplice parrebbe voltarsi
nell'indifferenza di un giorno
se non fosse per i colori che lasci
ai miei occhi sbarrati da questa
maledetta ipnosi.
Mi giungi come sirena, come
ammaliante creatura in preda
ad infinita estasi,
e del tuo richiamo subisco il fascino
sino ad impazzire di dolore,
quel pungente dolore che culmina
in un pianto e che mi lascia
nuovamente solo ed esausto,
come prima del tuo improvviso arrivo.
-Ma non sai quanto ti desideravo-
©
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Commenti (1)
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veronica de tommaso19 marzo 2011
poesia molto intensa e sentita... bella immagine del nome che come frusta si agita nell'aria. arrivata la sensazione di dolore che lascia poi soli e sconvolti come dopo una specie di visione...
