Fosse di nuovo il tempo dell'insonnia
Antonella Borghini Anto Bee
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Avessi il suono che di nacchera
calpestò la notte
trattenuta a morsi sulla pelle
calda ed invitante al pasto della Luna
e me ne fece sua padrona
Di quando
con le mie gambe nude ai sedotti mattini
rubai il sonno degli amanti
con le aurore a piovere
d'anima e destini
Fosse di nuovo il tempo dell'insonnia
e delle ore maledette
e delle labbra strette
in cerca d'abbandono
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Commenti (3)
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senzamaninbicicletta19 marzo 2011
bentornata, e tornata in grande stile, oltretutto. Mi piace questa poesia, moltissimo. C'è molta forza e decisione in cui intravedo il significato e tanto movimento emozionale. Apprezzata
mario calzolaro19 marzo 2011
son versi pensati, con mente e cuore, escono dall'anima e parlano, comunicano, rimangono!
Guevara19 marzo 2011
Molto bella come composizione ... forse ancor di più per quel contenuto malinconico e nostalgico .Quando si è provato qualcosa di grande, lo si ricercherà sempre in ogni angolo, in ogni fessura di vita... nel tempo troverai l'abbandono della serenità.


