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Ribellione 22 marzo 2011 · lettura 1 min · 2822 letture

Guerra alla guerra

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Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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"Guerra alla guerra" è un grido di speranza, che uniti noi dovremmo divulgare, per fare sì che cessi l’arroganza di ogni alta sfera militare. C’erano i tempi, quelli di mio padre, che fu costretto in Africa ad andare, così lasciando in lacrime la madre, morta a causa del fuoco militare. Venne un altro periodo, quello mio, in cui guerra non c’era più da fare, ma che imponeva a tutti un anno rio, per arricchire il Gotha militare. Ora che volontario è diventato quel servizio, "war games" potrebbe fare chi si ritiene idoneo e assai portato all’esercizio d’arte militare. "Guerra alla guerra" è slogan di un partito nuovo che c’è bisogno di fondare, per veder quest’orrore un dì finito: lì tutti noi dovremmo militare.
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Questa mia modesta poesia intende inserirsi nel filone antimilitaristico caratteristico di due grandi artisti a me cari, il francese Boris Vian ("Le déserteur") ed il napoletano Raffaele Viviani ("Si vide a ll’animale") . Nella seconda strofa mi sforzo di immaginare la mia nonna paterna, mai conosciuta perché morta, nel 1943, in un rifugio antiaereo per una crisi cardiaca durante un bombardamento "alleato" .

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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (2)

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Lorenzo Crocetti22 marzo 2011

Terracciano ci esprime qui un pensiero che è sempre stato la speranza della maggior parte dell'umanità, salvo "pazzi" interessati che dalla guera ricevono benefici. Ripeto che l'Umanità ha sempre auspicato la pace, e dopo una guerra si è detto in ogni epoca della storia che questa è l'ultima. Poi... Mi viene in mente un pensiero terribile, visto che dall'inizio dei secoli ad oggi ci sono state continuamente guerre e nessuno è mai riuscito a fermarle: che l'uomo abbia bisogno della guerra, per un suo inconscio desiderio che rimane nel profondo della psiche? Un pensiero simile al mio lo sentii esprimere molto tempo fa da un giornalista italiano che era indubbiamente fra i maggiori.

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filiberto22 marzo 2011

Condivido la repulsione alla guerra in qualsiasi forma e modo venga condotta. La decisione, però, di aprire conflitti non è dei militari, ma dei politici, sempre più assetati di potere e delle energie degli altri.