Mani
Maurizio Melandri
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Come ridevi
del calore delle mie mani
che s'incamminavano sottili sotto pelle
oscuri camini
sciogliendo il declivio nevoso
della tua schiena.
Sulle mie linee infantili sostavi
dissertando a sproposito
di chissà quali virtu' taumaturgiche .
Inutile dirti che se una mano ti sfiora
é una mano
una mano e basta
non un mistero insondabile.
Poi spostavo l'attenzione
per l'innata timidezza
a parlar di me stesso.
Palmo a palmo
ora naufraga il mio tatto
ricercando estuario
dei tuoi fianchi di mezzanotte.
Le mani si protendono nell'aria
e grida la punta delle dita.
©
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L'autore
Maurizio Melandri
Si può definire quello che si é usando parole più o meno appropriate, termini anagrafici e sociali che tratteggino il proprio inserimento in questa società od il malessere di viverci... Poi c'è un modo più sottile e veritiero di descrivere quello che si é ed è rappresentato dal proprio mondo interiore, dalla prop
Commenti (1)
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giulia angela12 gennaio 2013
Che meraviglia, ripeto, averti scoperto stasera. riaffiorano ricordi di un'adolescenza.
