Godrò di piena vita
Antonio Bruno
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Nulla che torni
Nemmeno i contorni sanno niente
Le urla della gente
S'affievoliscon piano
E nell'assurdo arcano
Si sciolgono nodi d'ala
Che rombano, ficcano, strusciano nell'aria
Arriva il nunzio e grida la vittoria
Eccola, la baldoria di speranza
Tu nuda nella stanza che attendi i miei sorrisi
Colori odoranti e intrisi di sospiri
Cocciuti inganni, deliri, assurde descrizioni
Poi canzoni piene di dolore
che non ci stanno a fare un po' rumore
lungo quell'argine mesto d'emozione
sciolgo pillole e innesto cuori e sensazione
tanto con gli ardori c'ho fatto il callo
crudi e freddi errori invitano a evitarlo
ma non ci sto davvero
preferisco il suono vero delle grida antiche
preferisco le ferite
le spine conficcate
tanto poi le fate mi medicheranno
e senza affanno
godrò di piena vita
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Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Antonio Bruno
La linea che si torce e che forma queste lettere che messe una accanto all’altra fanno i simboli che i tuoi occhi scrutano. Sono immagini che fanno sorgere nella tua mente i suoni che adesso stai ascoltando, parole, mie parole che sono penetrate dentro di te.
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