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Morte 24 marzo 2011 · lettura 1 min · 3803 letture

Aliti di verbena

Silvia De Angelis 1090 poesie pubblicate
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contemporanea a un lampo improvviso atteggia movenze di levità fugaci a aliti di verbena (dalle minuscole spighe attinge il lilla sbiadito) tocca l'effimero crinale gelando l'essenza su marmorea voragine nel grido senza verbo (danza un macabro valzer nell'aria) ammicca silenziosa nell'altera percezione sfuggente a un labile universo fluttuante in un furtivo afflato di grecale... ultimo nell'apice che oltrepassa margini bendati
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Silvia De Angelis
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Commenti (13)

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Moreno il Duca24 marzo 2011

non predileggo questo tipo di poesie sulla morte, ma questo tuo scrivere mi affascina e corre silenzioso nel mio animo come le parole molto espressive che hai saputo scrivere illustrando gli ultimi aliti di vita prima del trapasso grande!

Doraforino24 marzo 2011

Tutto è effimero in questo nostro destino... Arriva un bel giorno questo soffio di verbena... e finisce tutta una vita. C'è solamente un ombra nera che accompagnerà l'ultimo viaggio.

Angela24 marzo 2011

Può giungere improvvisa e lieve ma non può esimersi da procurare spavento e dolore perché l'animo umano mai è preparato alla morte anche se accostandosi alla religioni o a correnti filosofiche può imparare a rassegnarsi e a lenire il senso di sgomento

Loretta Stefoni24 marzo 2011

Stupenda! Pur nell'argomento macabro, incanta per l'uso di un linguaggio carico di vibranti emozioni ...si è sempre conquistati da questo tuo particolare approccio con temi diversi.

Kiaraluna24 marzo 2011

Un tema sempre ostico e raggelante, trattato con suggestivo e intrigante stile, che nonostante l'inquietudine, riesce ad affascinare. Complimenti

EnzoL24 marzo 2011

Bellissimo modo di esprimere l'inquietante attimo della fine!

Vilma24 marzo 2011

Suggestivi versi, sempre eleganti per descrivere quell'ombra che prima o poi coprirà la luce dei nostri occhi... per non riaprirli.

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filiberto24 marzo 2011

La verbena come ultimo saluto in uno con l'ultimo valzer. Anche la morte, che per funzione è chiamata a svolgere il compito più ingrato, appare meno funesta nei versi splendidi della poetessa.

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Dany Blasi24 marzo 2011

Riuscire a scrivere in un modo soave anche di eventi dolorosi della vita non è di tutti e tu l'hai fatto mirabilmente

con elegante stile questi versi riescono ad interpretare un tragico momento nell'ultimo viaggio dell'uomo... complimenti

Rosy Marchettini24 marzo 2011

Sole, bubi e luna nella vita, ma è Vita... poi, un giorno il vento della verbena avvolge l'anima ed il corpo rimane immobile, la parola troncata, un'anima vola via... lontano da ciò che pochi istanti prima gli apparteneva...

Giorgio Dello24 marzo 2011

Con eleganza e stile una poesia che sa parlare anche della "Dolce Signora" nel tremendo temer del suo nome a cui l'animo umano non è mai pronto! Un Lirica notevole e che lenisce lo sgomento che assale, ma l'abbraccio alle volte può esser dolce e lieve!

Cinzia Gargiulo25 marzo 2011

La morte per i più è un tabù per cui si preferisce non parlarne eppure fa parte della vita, anzi è l'unica certezza della vita. L'autrice tratta questo delicato tema con il suo stile particolare. Opera apprezzata.