Il gusto amaro dell'abbandono
Calogero Pettineo
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Fallace,
come silenzioso criminale,
codardo, privo di cuore
lascia il fedele amico
al crepuscolo, bruciando le carezze
di quello sguardo che, un dì gioiva dolce,
per quei teneri e muti occhi
ora, gonfi d'angoscia
e mentre l'asfalto arde,
senza comprendere fissa la quiete,
prigioniero di catene
accovacciato, nell'attesa,
illudendosi di scorgere ancora,
quegli occhi, senza cuore.
©
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Calogero Pettineo
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