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Impressioni 27 marzo 2011 · lettura 1 min · 3125 letture

Solchi biblici

omissam 412 poesie pubblicate
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Il tempo, aratro perenne, scolpisce il mio viso. Solchi zighirinati lo percorrono insinuandosi tra le fessure dei miei sensi aperti. Gli occhi, una volta lampioni sempre aperti, ora s'appartano con la luce dandomi prospettive diverse, quasi rivestendo la realtà di nuove morbidezze. Le labbra s'assottigliano dando sapore differente alla gestualità rituale delle parole... e la fronte è attraversata da mugugni paralleli che cambiano forma secondo l'intensità del pensiero espresso. Così il tempo, il suo scorrere furioso, plasma il mio viso smussandone le acutezze, levigando il suo intercalare... ora nello specchio, fuorviante ingannatore, mi sorprende la mia stessa vita, attraverso il riflesso, il suo lento, costante dipanarsi. Sorrido quieto e aspetto.
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L'autore
omissam

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro

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Commenti (8)

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Rita Stanzione27 marzo 2011

Specchio sperimentale (non delle brame)...sempre sia un caro compagno. Senza di lui ci sentiremmo altro. Bella, bravo. Stile diverso, ma con originali intercalari.

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veronica de tommaso27 marzo 2011

splendida fotografia dinamica della proiezione della vita sui tratti del nostro volto che ci raccontano e ci spiegano di fronte a noi stessi... sguardo curioso dell'autore che osservando il suo cambiamento si descrive con l'accettazione serena di chi ha acquistato, insieme a qualche ruga, la saggezza.

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hy ju27 marzo 2011

Il viso come un qualsiasi altro fenomeno naturale. Il nostro corpo come qualunque realtà della natura, del mondo. Ci accorgiamo di esistere e di essere di passaggio, solo quando notiamo qualche mutamento.

Francesco Giardina27 marzo 2011

...complimenti. delicatissima poesia sullo scorrere del dio tempo... ho trovato diversi aspetti affascinanti in questa tua bella fotografia... impressioni magistralmente eseguiti...! complimenti...

il tempo dona il congedo con i suoi meravigliosi interminabili progressi che adombrano quella parte che in noi giulivi stempera senza giudizio affettivo... poesia stupenda e fantastica

DonnaFPgreeneyed20 luglio 2011

Lirica che mi è sfuggita alla lettura, ben elaborata richiama l'attenzione sull'inevitabile passaggio del tempo e il suo soffermarsi lasciandone la scia variegata, tanti ricordi, piccoli tesori in una mappa molto personalizzata, unica irripetibile. Bella riflessione molto apprezzata, non disperiamo, noi che ne siamo ricchi ...di ricordi, in tanti avrebbero voluto averli ma purtroppo, se ne sono andati con una mappa- misera.

Grazia Bianco7 febbraio 2012

Sorridi e ed attendi... meravigliosa lirica nata come fiore che fa spalancare gli occhi dalla meraviglia

carla composto5 luglio 2012

spesso vediamo il tempo come tiranno... fa sfiorire bellezza, regala rughe sul nostro volte e tutto questo pian pianino, lasciandoci il tempo di abituarci... il poeta vede tutto questo da un'altra prospettiva... il tempo come il mare smussa anche le rocce più dure, agisce su di noi arricchendoci... arrotonda spigolosità che ci hanno reso duri, ci porta a riflessione quasi a regalarci saggezza che si ottiene solo andando avanti a braccetto con il tempo... le rughe regalano al nostro volto un'espressività che a volte ci rende più interessanti... non ci rimane che sorridere ed accettarlo come amico fedele e costante... mi inchino a questa meravigliosa lirica...