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Ribellione 27 marzo 2011 · lettura 1 min · 3236 letture

Terra d'amore (un giorno ti rivedrò)

Michele Aliberti 669 poesie pubblicate
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Ho pianto lacrime di fuoco che incendiarono il mio viso quando il mare a poco a poco inghiottì ogni sorriso. Che uomo sono? Sono un ribelle senza parole e aspetto l'alba di un sole nuovo, in una terra a me lontana, col fiato in gola e niente in mano. I miei fratelli arriveranno, e a Lampedusa mi troveranno, a cercar strade e terre antiche come se fossero mie amiche, e a ricordare ogni momento della mia patria senza tormento. Ma nel ricordo del tramonto di quella terra ormai lontana, depongo i sogni e le speranze del suo e del mio domani.
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Se a un uomo togli la propria terra è come se gli togliessi l'anima. Dedicata a tutti i profughi.

L'autore
Michele Aliberti

Credo che ognuno possa esprimere le proprie sensazioni, le proprie emozioni: trasformare i pensieri un parole. Scrivere è come lanciarsi in caduta libera, senza paracadute, sapendo di non farsi male, credendo di poter volare, per amare le cose della vita e farsi amare dalla vita!

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Commenti (6)

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Marisol5827 marzo 2011

Lasciare la propria terra è un dolore profondo anche perché è difficile comprendere perché non si può cambiare la propria situazione lì dove si nasce. Profonda e bellissima poesia desolante dolore per chi è costretto ad affrontare tutto questo sperando il un futuro migliore per sè e per i propri cari.

Vilma27 marzo 2011

Intensi versi, struggenti... parole che entrano nel cuore come un onda che travolge. Complimenti... letta e riletta

A
Arelys Agostini28 marzo 2011

Lírica muy bien congeniada, que trata de ese abandono que tantos ha debido probar al dejar la tierra amada, familia, raíces y costumbres, un dolor muchas veces difícil de superar. Complimenti molto apprezzata

Antonio Biancolillo28 marzo 2011

E piangendo quelle lacrime di mare... si abbandonano i sogni lasciati sulla terra lontana... e con l'ansia di un sole nuovo e il vento tra le mani ci si incammina nel consumato destino... Emozionante lettura... molto apprezzata...

Enrico Baiocchi30 marzo 2011

Una lirica molto sentita, versi che penetrano l'animo rendendo tutto il dolore di sentirsi strappati dalle proprie radici. Vermanete molto apprezzata, merita una segnalazione.

Caterina Tagliani4 aprile 2011

Veramente molto bella e ben scritta... con sentimento e forma. Un dolore profondo che non ha confini... oggi non più emigranti ma... profughi... un interrogativo che oltrepassa il dolore di dover abbandonare il luogo natio...