Tristezze d'inverno
Arturo Vaccarielli
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Gettiamo in fondo al dolore
questo straziante Inverno
la mia vita appartiene ad un sogno
che mai distruggerà quest'uomo
Stasera sulle strade strette del porto
io avvolgevo l'orizzonte nei tuoi occhi
e come un soldato ignoto vagavo sulla collina
dove
piccoli ruscelli fiorivano dai tuoi seni
Il mare guardava i suoi figli segnati
da un lungo e atroce desiderio di rivalsa
la mensa dove cenavamo mette il chiaro
in questo triste ricordo andato
dove
grossi avvoltoi divoravano i tuoi mali
Del tuo amore nessun ricordo brucia
terreno che non ho saputo coltivare
albero che non mi ha dato nessuna parvenza
Abbiamo dormito insieme sulla riva del fiume
dove
regna incontrastata la serenità marina
Apriti cielo nuvolo d'Inverno
apri le tue chiare tristezze stanotte
io qui a pregare davanti al cielo stanotte
perché non spunti il giorno che tutto uccide
dove
piangerò in eterno le tristezze d'Inverno.
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Arturo Vaccarielli
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