Emigrazione
Terry Di Vetta
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Centinaia di sbarchi,
volti tristi e stanchi.
Speranza di una vita migliore,
in questa terra di buon cuore.
Emergenza,
affrontata con poca intelligenza,
priva di buon senso,
che offre rimpatrio dietro compenso.
Per chi resta,
non c'è un bagno né un piatto di minestra.
Noi, popolo italiano,
sempre pronto a dare la mano,
pronto ad accogliere con grande umanità,
chi soffre ed è in difficoltà.
Ma senza un serio progetto,
si genera rivolta e rigetto.
Per i tanti senza tetto,
abbiamo il massimo rispetto,
ma per risolvere questo problema,
tutti devono collaborare a questo tema.
Solo con una catena di tanti anelli,
quanti sono i paesi e i governi,
si può risolvere nel modo migliore,
questa difficile situazione.
Non possiamo più chiudere gli occhi,
fingere di non vedere,
c'è in gioco tutto l'avvenire,
il pericolo è imminente,
resettiamo la nostra mente.
Ogni uomo di ogni paese e cultura,
se è povero e sotto dittatura,
prima o poi si ribella o scappa via.
La storia è storia, non è fantasia!
©
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L'autore
Terry Di Vetta
Non sono né un artista né un poeta. Ho trascorso i miei giorni scrivendo e dipingendo, ma non sono in sintonia con i miei giorni e le mie notti. Sono una nube, una nube che si confonde con gli oggetti, ma ad essi mai si unisce. Sono una nube, e nella nube è la mia solitudine, la mia fame e la mia sete. La ca
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