Espressione bianca
Inchiodando il passo,
su ritagli di gusto orientale
ricucio la luce, la temo e scopro
dove giace l'anatomia del male.
Quale colpa nel tenue legno?
Ogni faccia del dado
impietosa matrigna del sei,
riversati nel dubbio si tace.
Sulle guance di una donna,
nel voltarsi di un ibrido,
osceno essere tutto, e forse
nemmeno quanto dovremmo.
Sparso e mimo di cipria
se lo vuoi si intende
il chiodo bianco e marcio:
riposo delirante del male.
Nell'asma di un risveglio,
fermo, il respiro puro della vertigine.
Quante volte sono morto?
Sopravvivo a vite di profumo adulterato.
©
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L'autore
luigi88
Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....
Commenti (3)
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alessandro mazzeo31 marzo 2011
E' facile perdersi nelle tue parole sempre ricercate, e in queste visioni che cambiano forma l'una sull'altra... un modo di scrivere come sempre particolare e affascinante
Splendido Leotta Michele31 marzo 2011
se dell'infinito del pensare si estrae giudizio il bianco suo colore cambierà per adultera comodità...ermeticamente fantastica
malaluna2 aprile 2011
questo è tornare a vivere: ricucirsi la luce nelle ferite, cauterizzandole, ti ringrazio di avermi dato la possibilità di conoscerti ed apprezzarti, a presto rileggerti per meglio conoscerti complimenti vivisimi



