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Uomini 2 aprile 2011 · lettura 1 min · 10230 letture

Ora guardo le stelle

Splendido Leotta Michele 580 poesie pubblicate
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Tra quei meravigliosi colori che l'immenso cielo dona, pensieri messi alla gogna risorgono imperterriti. Rinnovo l'indeciso, mi oltrepassa nel decanto del cuore quand'ebbi il tuo gioire in me. Folli momenti di gelosia mi comportarono ed ora m'innaffio l'anima. Al perdono di me non chiedo ma, all'amore perso si. Uomo, pervaso dall'orgoglio non sempre comprende; ora col cuore, a chi volgo. IL pianto a che serve se, mai l'uso. Oh cuore, tu che sei poeta aggiungi ti prego. Al ritorno pensiero rilevo l'umido e rimpiango; guardo le stelle. Chissà perchè.
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Splendido Leotta Michele
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Commenti (16)

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Gerardo Novi2 aprile 2011

è stupenda tutta... ma "il pianto a che serve se, mai l'uso"...nasconde tutta la sofferenza dell'uomo... grande, un abbraccione

Roberto Stompanato2 aprile 2011

... il tuo gioire in me, m'innaffio l'anima, guardo le stelle. Solo i Grandi riescono a trasmettere tante emozioni.

Sara Acireale2 aprile 2011

Prolifico poeta, sei sempre bravo dieci e lode e questa tua sublime poesia mi inebria il cuore e fa danzare la mia anima

Danielinagranata2 aprile 2011

...un dire malinconico mentre si contemplano le stelle intense e suggestive immagini piaciuta

U
Ugo Mastrogiovanni2 aprile 2011

Il bravo Michele interpreta i significati profondi del suo passato operato, forse causa del rimpianto cantato in questi versi di cui idealizza le forme e le modella.

f
filiberto2 aprile 2011

Malinconia e rimpianto in questa poesia. Il poeta chiede alle stelle i perché della vita che a volte va in direzione diversa da quella che vorremmo. Anche in nquesta tristezza i versi sono caldi, fluenti, che sgorgano direttamente dal cuore.

Gianpiero De Tomi2 aprile 2011

Un poesia molto particolare, dai contorni confessionali che evoca, il passato, la debolezza dell'essere umano, la consapevolezza della mancanza, che ora segni indelebili - ed ora m'innaffio l'anima - segnano l'esistenza, perché siamo figli del nostro vissuto. Resta il rimpianto, che avvolge ogni parola, come una preghiera per lenire quel profondo dolore - guardo le stelle. Chissà perché - Alla fine, non c'è una vera risposta, ma solo un'accettazione per trovare nuovamente la pace.

D
Dany Blasi2 aprile 2011

Una lirica sofferta che entra nell'anima con tutto il suo rimpianto! Speciale ed intenso il sentimento che la pervade!

Gabriele Nocera2 aprile 2011

"Il pianto a che serve se mai l'uso"...i rimpianti di una vita e la confessione dei propri errori. Molto intesa e profonda... molto sentita.

s

poeticamente perfetta come solo un poeta può descrivere la sofferenza del cuore in versi talvolta amari di rimpianto. bella

P
Poeta Mario Arena2 aprile 2011

Parole piene di rimpianto per ciò che è oramai perso. Ma ogni uno di noi potrebbe avere ad interpretare quanto esposto secondo la propria angolatura ed esperienza di vita. Intravedo un accenno di ermetismo. Corrente letteraria a me molto affine. Davvero bella. Il pensiero è tutto da estrapolare passo passo.

Francesco Giardina3 aprile 2011

...una nuova presa di coscienza nei confronti di un amore perduto e il cuore che nel rimpianto si riscatta e in poesia, da buon artista chiede scusa a se stesso per l'occasione per sempre perduta. bravo!!

angelo cora3 aprile 2011

Ache serve il pianto, se mai l'uso? Bellisima domanda da porsi... Altrettanto delicatamente reale il resto - Vivi complimenti -

Pino Penny3 aprile 2011

il rimpianto di un amore perduto, dona dolore e nostalgia, che insieme accendono l'ispirazione per le tue stupende poesie. Questa ne è l'emblema

M
Mp Luciani8 aprile 2011

...e i nostri cuori rispondono a stelle che non vogliono saperne di noi... Bellissima.

Annarosa Colasanto13 aprile 2011

Guardo le stelle ...chissa perche'. Credo che guardandole... entriamo in un mondo tutto nostro... la nostalgia si attenua, lasciando spazio al rimpianto.