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Amore 3 aprile 2011 · lettura 1 min · 6633 letture

Ali d'inverni

Elide Fumagalli 53 poesie pubblicate
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era un inverno ricco di primavere che non ha lasciato che foglie secche al suo passaggio chi muore dentro me può rinascere ovunque e io dono loro ali per volare lontano da me
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L'autore
Elide Fumagalli

Mi chiamo Elide, di professione scrivo e racconto fiabe, leggo storie e qualche volta lo insegno ad altri. Vivo a Bergamo e vivo di fiabe.. in tutti i sensi! Da poco scrivo fiabe personalizzate partendo dal nome. www.vivodifiabe.com www.elidefumagalli.com

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Commenti (11)

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Jeannine Gérard3 aprile 2011

Meravigliosa voce d'una suavità senz'uguale, un inverno ricco di primavera... metafora molto appropriata... Bellissime

Matteo Cotugno3 aprile 2011

poesia connotata da intensa tristezza e malinconia, un senso quasi di rassegnazione, straziante... bellissimo il video e buona la recitazione... i miei complimenti!

mario calzolaro3 aprile 2011

la tristezza di fondo, grande e incontestabile, si stempera in quelle "ali" che, alla fine, s'aprono al volo

Alessandro Labriola3 aprile 2011

Una poesia d'intensità grandiosa seppur soavemente incantata per la naturalezza con la quale fluisce; Come un'infausta brezza ammonisce e premia il lettore; la meravigliosa voce dell'autrice poi ne fa un eco malinconico e appassionante... Emozionante...

Azar Rudif3 aprile 2011

chi muore non termina di esistere e dalla loro esistenza imparano (ed insegnano) sempre qualcosa, anche a ricevere le ali per andare altrove.

Maria Grazia Vai3 aprile 2011

L'amore è sempre un dono, anche ci si sente morire dentro. Si ama per amore, ci si strappa dal cuore quei fiori che ci vestivano gl'inverni - radici comprese - e le si fa ricrescere in un altro giardino, lontano dal nostro, che ritorna ad essere una semplice foglia... secca. Così l'ho sentita, fortemente.

s

pochi versi che meritano molti applausi, bella e profonda. La condividoe la sento un po' mia.

Anna Maria Obadon3 aprile 2011

Grandezza d'animo di una donna che accetta la fine di un sentimento e gli augura di poter nuovamente fiorire in qualsiasi altro luogo... anche molto lontano: molto bella!

Gianpiero De Tomi3 aprile 2011

La stagione lieta e solenne dell'amore, la primavera, intrecciata all'inverno, la stagione delle pause riflessive, del pensiero profondo, opposto, ma non nemico dello slancio, quasi istintivo della primaverile stagione. E quella morte, è infatti solo il sottile spazio, fra due immensità, prima della nuova rinascita, potente e maggiormente consapevole, ali per volare lontano dal passato, verso un nuovo avvincente futuro sentimento, passione da vivere e condividere.

Anna Maria Scamarda3 aprile 2011

I versi esprimono un atteggiamento mentale di grande maturità ad ampio respiro. E' inutile nutrire sterili rancori per chi, in amore, muore dentro di noi... Diversamente, non saremmo in grado di poter donare ali per volar lontano da noi; e ostruiremmo le nostre, affinché possano spiccare i nuovi azzurri voli... dell'amore che non muore mai. Bellissimi! Complimenti!

Stefania Stravato3 aprile 2011

Non accade sovente di ''sentire'' tanto intensamente una poesia, come se l'Autore avesse dato voce al nostro animo.