Il bacio immobile dei petali
Giorgia Spurio
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Foglie che il vento
accarezza, soffia, fino ad accompagnare
ricordi dai rami appesi,
ombre d'acquerello tremolante,
fino ai balocchi delle innocenze.
Sai, che le preghiere si strozzano
nella gola come il respiro,
rapito frammentario sospiro,
il tuo, ghermito, indifeso sogno
dal tumore oramai percosso.
È il letto la prigione di questo corpo
e la voce interrotta
come la cecità degli occhi,
come il mio silenzio di donna
Gridare come al feto
di nuovo l'amore al figlio.
Uccidere gli incubi
come dal grembo,
ancora, per proteggere
le susine in fiore.
I parassiti circondano il cuore,
e le rose ora a maggio non più sbocciano.
Nonna, è il silenzio a rinchiuderti
nel suo lento manicomio,
il cancro che corre tra le fronde
delle sinapsi tra gli alveoli
e le vene delle anime imprigionate.
Ti farà chiudere gli occhi,
una ninfa della sorte,
dalla chioma d'onde e notte.
Avrà le labbra di rosa dipinte,
gli occhi con cui da ragazza
tu guardavi l'unico padre del tuo seno,
l'unico uomo riportato in vita dalla guerra.
Di rosso vestito, l'avorio tra le mani
come un bracciale d'argento
stretto al polso di una divinità indiana,
il silenzio a baciare
d'immobile, il complice
delle tue rughe,
avrai fiori tra i capelli,
e delicato tocco di fili cuciti
che in perenne moto
privano bocca alla voce.
E di vetro, il battito nel cadere diafano
e bianco,
e vitreo, ancora, la nebbia
a prendere... a prenderti via,
lì, dove finisce la pupilla,
nel baratro che non riporta in luce
le parole perse nell'Atlantide dei sensi.
Ti tiene stretta, il Silenzio,
nell'inconsapevole apatia della sua premura,
con le palpebre smorte
dalle grigie piogge,
seduto sullo scricchiolare
di una sedia, lento dondolarsi
nell'indecisione di cadere.
E non farà rumore,
come il fermarsi delle farfalle,
quando chiudono le ali,
diventando petali d'altri petali.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (1)
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Vilma3 aprile 2011
Stupenda, versi molto incisivi che invitano ad una profonda riflessione... davvero molto bella questa dedica

