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Riflessioni 3 aprile 2011 · lettura 2 min · 5928 letture

Il bacio immobile dei petali

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Foglie che il vento accarezza, soffia, fino ad accompagnare ricordi dai rami appesi, ombre d'acquerello tremolante, fino ai balocchi delle innocenze. Sai, che le preghiere si strozzano nella gola come il respiro, rapito frammentario sospiro, il tuo, ghermito, indifeso sogno dal tumore oramai percosso. È il letto la prigione di questo corpo e la voce interrotta come la cecità degli occhi, come il mio silenzio di donna Gridare come al feto di nuovo l'amore al figlio. Uccidere gli incubi come dal grembo, ancora, per proteggere le susine in fiore. I parassiti circondano il cuore, e le rose ora a maggio non più sbocciano. Nonna, è il silenzio a rinchiuderti nel suo lento manicomio, il cancro che corre tra le fronde delle sinapsi tra gli alveoli e le vene delle anime imprigionate. Ti farà chiudere gli occhi, una ninfa della sorte, dalla chioma d'onde e notte. Avrà le labbra di rosa dipinte, gli occhi con cui da ragazza tu guardavi l'unico padre del tuo seno, l'unico uomo riportato in vita dalla guerra. Di rosso vestito, l'avorio tra le mani come un bracciale d'argento stretto al polso di una divinità indiana, il silenzio a baciare d'immobile, il complice delle tue rughe, avrai fiori tra i capelli, e delicato tocco di fili cuciti che in perenne moto privano bocca alla voce. E di vetro, il battito nel cadere diafano e bianco, e vitreo, ancora, la nebbia a prendere... a prenderti via, lì, dove finisce la pupilla, nel baratro che non riporta in luce le parole perse nell'Atlantide dei sensi. Ti tiene stretta, il Silenzio, nell'inconsapevole apatia della sua premura, con le palpebre smorte dalle grigie piogge, seduto sullo scricchiolare di una sedia, lento dondolarsi nell'indecisione di cadere. E non farà rumore, come il fermarsi delle farfalle, quando chiudono le ali, diventando petali d'altri petali.
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A mia nonna.

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Commenti (1)

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Vilma3 aprile 2011

Stupenda, versi molto incisivi che invitano ad una profonda riflessione... davvero molto bella questa dedica