Quantificando il mio dolore
Bruno Leopardi
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Quantificando il mio dolore,
su una scala da uno a dieci,
ho scritto dieci.
O desistito dal provare,
dal riprendere, dal recuperare
quanto si è perso per strada
perché, comunque vada:
la mattina vedrà,
il sole, a partire dall'alba,
aldilà se la mia sarà
una giornata piena o scialba.
Ed un cane abbaierà
bloccato da una catena,
ed un bimbo si "sbuccerà" i ginocchi,
nel salire sull'altalena.
Io, avevo tante (forse troppe) certezze
e ciò mi dava "una certa serenità",
però, analizzando in fondo le mie amarezze
sono io che ho sbagliato, per più della metà.
Perché, perché in fondo:
c'è sempre un premio
per chi agisce da egoista
per chi pensa ai "cazzi suoi"
e a salvaguardare il suo punto di vista.
Ed è più apprezzato
chi cura i suoi interessi
chi non ha mai sacrificato
se stesso, in favore dei suoi affetti.
Però, sai, e te lo dico
con il cuore in mano,
dopo tant'anni ci resti male
e ti da tanto dolore.
Ed io, quantificando il mio dolore
su una scala da uno a dieci,
ho scritto dieci.
E se non dovesse cambiare
qualcosa in positivo
in qualche giorno,
io te lo dico ed anche lo scrivo
farò un'andata via senza ritorno.
Mi costruirò una vita,
tutta mia
e cercherò di avere affetto
senza più darne tanto,
avere quella giusta compagnia
da chi avrà per me il giusto riguardo.
Perché ho tentato tante strade
senza riuscire mai,
a parte un po' di affetto a rate,
a risolvere i miei guai.
Ed io, quantificando il mio dolore
su una scala da uno a dieci
ho scritto dieci.
Io, ho provato ad aiutarti,
però, non sono stato in grado
perché tu lo sai,
che già da tempo ero io
che chiedevo aiuto
chiedevo da tempo un'attenzione
che mai ho avuto.
Chiedevo tenerezze che tu,
davi a me goccia a goccia
però, pensavo: adesso il fiore
che ho seminato sboccia.
Ma non sbocciava mai!!
Voglio farlo questo passo,
e se avrò il coraggio
sarò forse diverso,
e ne avrò un vantaggio.
E, sarà forse per tutti e due
perché, quantificando il mio dolore
ho scritto dieci almeno,
però, forse anche il tuo
non è di meno.
E forse è il caso di lasciare,
non giocare più a carte
e fermarsi a pensare,
però, semmai da un'altra parte.
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Bruno Leopardi
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