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Riflessioni 7 aprile 2011 · lettura 1 min · 3320 letture

Della provocazione

Roberto Stompanato 143 poesie pubblicate
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Ci si chiede sgomenti, come fa certa gente, a provocare continuamente, sperando in un crollo di nervi. Lo si fa in tanti modi, senza vergogna, con malizia, astuzia e menzogna. Hai voglia a resistere, a essere indifferente, a far finta di non capire, per evitare di reagire. Non si fa altro che spronare, i malvagi a continuare, dando loro l'impressione, di avere a che fare con dei fessoni. Ogni cosa ha un limite, oltre il quale anche un santo, dice basta, e ti rende pan per focaccia. Anche la corda più resistente, a tirarla troppo cede, e allora son dolori, per i provocatori. Scoperto il giochetto, resta a loro l'isolamento, nessuna giustificazione, verrà vistata dal... professore.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Roberto Stompanato

Nasco a Napoli il 22/01/1955 e vivo a Forio sull'isola d'Ischia. La lettura è stata una delle passioni della mia vita; lo scrivere, il coraggio di scrivere, è venuto con l’età avanzata. Lo faccio solo quando mi “assale” quel qualcosa di magico; in quei momenti, mi estraneo dal mondo e scrivo le mie sensazioni, i miei t

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Commenti (7)

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v
veronica de tommaso7 aprile 2011

grazie per aver dato sfogo con ben calibrate parole ad un sentimento comune che sento agitarsi in molti... in me particolarmente attuale e condiviso!

G
Giuseppe Morelli7 aprile 2011

è pieno di provocatori un po' in tutti gli ambienti ma quel che è peggio è quando te li trovi sul posto di lavoro perché non puoi evitarli. Comunque sono quasi sempre dei vigliacchi a cui se gli si risponde per le rime facendoli capire che i piedi in testa non te li fai mettere e sai difenderti, dovrebbero lasciarti stare prendendo di mira qualcuno più debole e sempre parlando dell'ambito lavorativo, magari un interinale che per timore di essere cacciato dal posto di lavoro incassa senza reagire. è molto triste e vergognoso tutto ciò ma di str... ce n'è quanti ne vuoi e hai voglia a cercare di ignorarli, puoi correre il rischio di farli accanire ancora di più. Versi scorrevoli, più che condivisi. Triste realtà di chi vive e non lascia vivere

dimostrazione di grande esperienza dalla quale... ogni cuore deve attingere e farne dono alla sua anima... molta sensibilità riflessiva che onora un decanto poetico meraviglioso... SPLENDIDA E BELLISSIMA... dona la meravigliosa lettura,... trionfo al cuore... che bellezza squisità esternata... complimenti eccellente POETA

Silvia De Angelis7 aprile 2011

Forse la rivoluzione sarebbe una valida soluzione alle grandi problematiche del paese... ma dopo un po' di tempo tornerrebbe tutto come prima... la storia insegna che l'umanità ricade sempre nelle stesse "paranoie"...

f
filiberto7 aprile 2011

La provocazione è una componente dell'ira e quindi condannata come vizio capitale, ma alcune persone si realizzano solo provocando. Mi piacciono molto quelle rime sparse tra versi sciolti e liberi, secondo me li rendono più armoniosi.

C

ignorarli e basta, ma come dico sempre, anche se evangelicamente ci è stato insegnato di porger l'altra guancia, di ganasce ne abbiamo solo due, bella riflessione, condivisa

Lorenzo Crocetti7 aprile 2011

Indubbiamente accetto l'impegno morale di ha scritto questa "prosa" e ne condivido lo scopo. Spesso nella poesia italiana "l'invettiva" sa tramutarsi in alta poesia (si guardi a certe poesie nazionalistiche dell'ottocento). Ma non si offenda l'Autore se sinceramente gli dico che questo suo scritto resta alla stregua di un semplice e sentito sfogo, ma, purtroppo, di Poesia non c'è il pur minimo accenno. La vera Poesia sa caricarsi di pathos, e quando questo manca l'elaborato finisce per restare un semplioce componimento prosaico.