Della provocazione

Nasco a Napoli il 22/01/1955 e vivo a Forio sull'isola d'Ischia. La lettura è stata una delle passioni della mia vita; lo scrivere, il coraggio di scrivere, è venuto con l’età avanzata. Lo faccio solo quando mi “assale” quel qualcosa di magico; in quei momenti, mi estraneo dal mondo e scrivo le mie sensazioni, i miei t
Commenti (7)
grazie per aver dato sfogo con ben calibrate parole ad un sentimento comune che sento agitarsi in molti... in me particolarmente attuale e condiviso!
è pieno di provocatori un po' in tutti gli ambienti ma quel che è peggio è quando te li trovi sul posto di lavoro perché non puoi evitarli. Comunque sono quasi sempre dei vigliacchi a cui se gli si risponde per le rime facendoli capire che i piedi in testa non te li fai mettere e sai difenderti, dovrebbero lasciarti stare prendendo di mira qualcuno più debole e sempre parlando dell'ambito lavorativo, magari un interinale che per timore di essere cacciato dal posto di lavoro incassa senza reagire. è molto triste e vergognoso tutto ciò ma di str... ce n'è quanti ne vuoi e hai voglia a cercare di ignorarli, puoi correre il rischio di farli accanire ancora di più. Versi scorrevoli, più che condivisi. Triste realtà di chi vive e non lascia vivere
dimostrazione di grande esperienza dalla quale... ogni cuore deve attingere e farne dono alla sua anima... molta sensibilità riflessiva che onora un decanto poetico meraviglioso... SPLENDIDA E BELLISSIMA... dona la meravigliosa lettura,... trionfo al cuore... che bellezza squisità esternata... complimenti eccellente POETA
Forse la rivoluzione sarebbe una valida soluzione alle grandi problematiche del paese... ma dopo un po' di tempo tornerrebbe tutto come prima... la storia insegna che l'umanità ricade sempre nelle stesse "paranoie"...
La provocazione è una componente dell'ira e quindi condannata come vizio capitale, ma alcune persone si realizzano solo provocando. Mi piacciono molto quelle rime sparse tra versi sciolti e liberi, secondo me li rendono più armoniosi.
ignorarli e basta, ma come dico sempre, anche se evangelicamente ci è stato insegnato di porger l'altra guancia, di ganasce ne abbiamo solo due, bella riflessione, condivisa
Indubbiamente accetto l'impegno morale di ha scritto questa "prosa" e ne condivido lo scopo. Spesso nella poesia italiana "l'invettiva" sa tramutarsi in alta poesia (si guardi a certe poesie nazionalistiche dell'ottocento). Ma non si offenda l'Autore se sinceramente gli dico che questo suo scritto resta alla stregua di un semplice e sentito sfogo, ma, purtroppo, di Poesia non c'è il pur minimo accenno. La vera Poesia sa caricarsi di pathos, e quando questo manca l'elaborato finisce per restare un semplioce componimento prosaico.



