2.157 lettori online · 359.169 poesie · 7.574 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Riflessioni
Riflessioni 8 aprile 2011 · lettura 3 min · 2086 letture

L'Enigmatico

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
+ Segui
Senza più spemi, languido d'orrore il ciglio che piange volge ai fratelli, non vòl più vivere, veder mantelli che di tenebra gli copron la virtù. Tace! Di cenere fumante ammasso senza più tombe, senza più fosse le viscide larve consuma e l'osse, e pur contrito vapori esala al Sol. Uno scheletro! Qual danza macabra! L'acciar il teschio furente trafisse, l'ingiuria colpì il misero e gli disse «Or trema! L'estrema sorte ti chiamò!». Urla dal baratro un grido spettrale. Un rege oscuro traccia col compasso sull'orbe le rozze forme del lasso... segna sui defunti l'orme d'un imper. Assetato di danaro, di scettri guerra orribile prepara il massone, maledice l'Amore e la passione, uccide l'ale sante alla Libertà. Odio me istesso! Odio la mia stirpe! Odio il Cielo, le Sfere, i lor Misteri! Odio; e rido sugli elementi alteri che possente scateno senza timor. Sono il Pensiero che ucciderà il Nume, sono la tempesta che i mar commòve... son io il Titano che disfida Giove, la terra tremante che semina duol. Una tepida vampa dal vulcano s'alza, balza dagl'Inferi, dal centro dell'annientamento che porto dentro nel mio core or per secoli or per dì. Il ciglio arde in sé la sua indignazione! Pugne tra Angioli! Discordia violenta che uccide... che deruba... che spaventa per granuli d'oro che schiudon la fin. No! Non è questa la Croce di Cristo! Orrore! Mutata in nulla... difforme di quest'orbe infame conduce l'orme, al suo rostro ci incatena l'avvenir. Qual Nume prega Roma e l'Occidente? Ahi! Per massacrare mori e cosacchi va bene anche quel demon coi mustacchi... va ben il fantasima egro d'ogni Re. Ma l'Amore... l'Amor, sublime Divo? L'Amor che soffre e soffrendo perdona, l'Amor che il miser giammai abbandona avrà ancor un trono per noi lassù, in Ciel?... Là, tra i bei ruscelli e i campi dorati, si desta, si pasce e cresce una spiga che nessun acciaro, nessuna riga piegare, calpestar giammai al suol potrà. È il pane della Speme, il vago grano che nutre ancora l'affamata gola di quell'alma sperduta, mesta e sola che chiede al mondo un soave raggio d'Amor.
♥ 0 💬 0
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

Tutte le opere →

Commenti (0)

Accedi per lasciare un commento.Accedi

Ancora nessun commento. Scrivi il primo!