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Ribellione 14 aprile 2011 · lettura 1 min · 2116 letture

Penna all’arrabbiata

Antonella Borghini Anto Bee 413 poesie pubblicate
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Ridatemi il ‘68 che non ho vissuto rivendico il diritto alle mie mani di costruire quelle barricate ho conati di schifo e di rifiuto non ce la faccio a riascoltarvi anche domani Vedo le vostre teste di serpenti -chiedendo scusa ai biforcuti- uscire fuori dai colletti incravattati sproloquiando patetiche assoluzioni ma ci pensate dei "coglioni" abbindolati? ma ditemi davvero voi stessi ci credete? Schiera di assurdi ciarlatani coi capo claque a battere le mani? Davvero sono stanca di parole ma in altro modo non so dissentire mi viene solo voglia di uscire e fare e fare senza dire ho voglia di gridare ai giovani di chiedere perdono per il domani che non gli so creare ai vecchi per i valori che non so tramandare a tutti per le lotte che non so lottare Subdoli intriganti del potere io vi disprezzo feccia servile di falsità e lassismo fate il vostro onore anime putride intrise di volgare mani lerce del sangue e del sudore di chi per ingiustizia e assenza di futuro inesorabilmente muore
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... o no? Sorrido signor Crocetti e la ringrazio del suo tributo. Vede, il mio è stato solo uno starnuto*, dal quale, a quanto pare pur polemizzando, Lei stesso è stato contagiato. Ho messo la faccia ed il pensiero, ne faccia l’uso che ne crede; prendo il complimento delle anime semplici e le lascio il SUO "armiamoci e partite". Alla prossima ... Errata corrige: * starnuto in prosa

L'autore
Antonella Borghini Anto Bee
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Commenti (8)

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maurizio di benedetto14 aprile 2011

Condivido forma e contenuto, di questa tua poesia... Si ha bisogno di un nuovo 68, in quest'Italia che rischia di non avere più futuro. Un nuovo 68, prima che sia troppo tardi. Ed a chi giudica la mia visione "catastrofica", suggerisco semplicemente "SVEGLIATEVI!" Grazie per averla scritta

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senzamaninbicicletta14 aprile 2011

ho appena visto il tg3, altra legge ad personam... e l'ultima portata: la frutta. no non voglio fare politica perché sono convinto che è stata sostituita dal malaffare. Applaudo più che mai alla tua poesia che mi ha fatto rabbrividire. Grazie,

Vilma14 aprile 2011

niente da aggiungere... già è stato detto tutto... fiocco

Lorenzo Crocetti14 aprile 2011

Mi perdoni l'Autrice se le dico che, quando leggo poesie di tal genere, immancabilmente sorrido sarcastico. Sono scritti che infiammano la purezza e il buonismo di animo dei semplici che ancor credono nella verità e nella giustizia e che pronti rispondono all'appello. Agirebbero così se veramente... ci fosse da agire? E con la stessa coraggiosa ed incorrottta passione come qui nel commento si lanciano avanti? Ma l'Autrice ci crede veramente? Oppure ha scritto questo elaborato avendo fisso in mente quel detto che anche io tengo sempre nel cervell0: "ARMIAMOCI... E PARTITE!" Mi si perdoni di dire sempre io quello che penso sia verità. So che potrei sbagliarmi, ed accetto questa possibilità.

P
Paolo Morganti14 aprile 2011

Io il 68 l'ho vissuto e fatto da contestatore, ho preso le manganellate dalla celere, ed in un corteo a roma ci sono stati sparati contro lacrimogeni. i valori che abbiamo lasciato sono: ferie in più, straordinari pagati, abbattimento delle gabbie salariali che differenziavano il nord ed il sud e poi tanto tanto tanto altro ancora che ci vuole un enciclopedia per elencare tutte le lotte che sono state fatte, oggi i giovani hanno lo stesso stimolo? hanno la stessa voglia? si uniscono in gruppi più o meno politicizzati? usano la dialettica per condividere propri problemi? non lo so ma c'è molto individualismo ed egoismo. scusatemi. .

v
veronica de tommaso14 aprile 2011

mi sono sfogata attraverso le tue parole!...ai poeti un altro '68, ai poeti che vedono quello che i dormienti, subendo, alimentano; ai poeti che sanno aprire nuove possibilità di lettura e di comunicazione della realtà con parole che colpiscono e svegliano perché i discorsi che parlano solo alla testa ormai non attecchiscono più, le teste sono spente, assoggettate, si adattano... solo nell'anima può germogliare un seme di ribellione!

malaluna14 aprile 2011

mi stupisco che ancora siamo capaci di stupirci, ed anche di pensare che possa esserci qualcosa di diverso da " turarci il naso e votare" come disse il mio grande conterraneo Indro Montanelli ave

Omero Sala15 aprile 2011

Ma che è tutto questo polemizzare attorno ad una focosa poesia- invettiva? Il pezzo non è ineccepibile dal punto di vista metrico e contiene alcune ingenuità e qualche enfasi retorica, ma ha dalla sua la spontaneità e la passione, la rabbia per la sfrontatezza del potere, la nausea per l'arroganza ed il cinismo, il rammarico per il senso di impotenza, ... Che senso ha poi aprire qui la diatriba fra parlare ed agire? Su "scrivere" si fa poesia: non mi risulta che la poesia civile sia bandita! Ben venga, anzi, in mezzo a tanti sdilinquimenti d'amore. L'impegno concreto, il "partire" in armi, ognuno poi lo esprime come crede nelle scelte politiche, sul lavoro, nella vita sociale, ...