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Sociale 15 aprile 2011 · lettura 1 min · 7693 letture

Preghiera del carcerato

Sara Acireale 690 poesie pubblicate
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Signore tu lo vedi il mio pianto, la mia disperazione. Tu la vedi la mia carne sepolta dentro questa cella. Sento il rumore del silenzio infranto mi giunge martellante la voce della solita campana. Fuori il sole splende nel cielo, in una cella un uomo è solo con il suo dolore. Amalo o Dio questo carcerato che sconta la condanna della colpa. Fuori, la gente è allegra e spensierata, in una cella un uomo canta una monodia triste e disperata.
#Cielo#Sole#Buio#Uomo#Tristezza
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Quanto può essere triste e pieno di sofferenza il canto di un carcerato! Signore, ama questi nostri fratelli che vivono nella solitudine e nel dolore.

L'autore
Sara Acireale

Scrivere è per me VIVERE, non posso farne a meno. La scrittura per me non è terapia e nemmeno una forma di evasione. È qualcosa di più, scrivendo cerco di fare la conoscenza con me stessa. Penso che la poesia sia come un fiore. Il fiore ha bisogno d’ acqua e la poesia di stimoli, di lettura, di confronti... Non si fini

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Commenti (7)

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Matteo Cotugno15 aprile 2011

bella poesia preghiera che ha come soggetto persone private della libertà per colpe commesse, quindi condannate alla reclusione, il loro pianto diventa preghiera di perdono... complimenti

VERSI DA complimento dell'anima e del cuore... la cui preghiera del carcerato arrivi al Signore... completando la giusta condanna che ne ha pregiudicato la libertà...poesia d'onore sentimento al prossimo meno fortunato che ora è carcerato... sei deliziosissima POETESSA di cuore immenso e di bontà inaudita... sei quel fiore che si desidera avere stretto al cuore odorandone con soavità il meraviglioso tuo profumo... complimenti

Giacomo Scimonelli18 aprile 2011

capisco lo stato d'animo di queste anime che devono pagare per libertà che sicuramente hanno sottratto ad altri... la poesia è stupenda... ma forse queste riflessioni tue non passano nella mente di questi nostri fratelli... spero che ci siano coloro che si pentano veramente...

Francesco Rossi25 ottobre 2012

La forza del perdono dopo aver pagato le nostre colpe dovrebbe essere prerogrativa del genere umamo purtroppo questo sentimento è radicato solamente in animi gentili e sensibili come quello dell'autrice.

I
Il Crudo25 ottobre 2012

vado contro corrente, l'idea è nobile, la forma quasi. Ci sono terminologie troppo esplicite per farci arrivare la sofferenza. carcerato, cella, condanna, erano da evitare come la peste, e invece ci sono tutti. apprezzabile l'argomento ed il resto che senza tali vocaboli avrebbe coinvolto maggiormente

g
giovanni bagnariol25 ottobre 2012

Anche l'umana giustizia deve ricordare che la condanna va sempre e comunque riferita all'operato non alla persona, la quale, pur scontando una giusta pena, ve sempre e comunque rispettata. Questo pensiero( personale) ho tratto dalla lettura della lirica davvero sentita e apprezzata.

L
Laura Di Vincenzo27 ottobre 2012

Una preghiera accorata dettata da un nobile animo, versi che arrivano per la valenza del messaggio... molto apprezzata.