Maggese
S'apre e si spande il respiro
oltre i muri e le siepi e le case
lungo i fossi, campi arati ed i maggesi
E più s'apre e più quieta l'affanno
perde forza e s'adagia sull'erba
e risale su petali rosa
cade appena e riprende e si posa
E non trova confine al suo viaggio
inseguendo l'andare del vento
senza fretta a disperdersi lento
nel cercar l'orizzonte lontano
Già scordato è il rumore del freddo
lo spezzarsi di un gelido inverno
mentre il sole ti penetra dentro
ed il cuore è maggese sereno
A domani un più dolce raccolto
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Commenti (1)
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Maria Rosy15 aprile 2011
Vedere la nostra mente come un campo incolto,è pensiero che... coltivo ogni giorno: ho la visuale giornaliera su questo e ora che la primavera comincia il suo rigoglio quei prati allargano la mia visione e il mio sospiro fino agli orizzonti. Bellissime queste rime che mi rammentano la bellezza della mente al positivo