Mia Madre

Madre che nel pensar
d'amarti tanto,
quant'era bello star insieme
con te al mondo;
e della tua sicurezza
che io mi vanto,
mi davi amore anche se
non ero attento.
Che io gioisco e di te
che amato mi sento,
il giorno della mia nascita
il 17 per te è stato un tormento;
per amore hai cambiato
anche quella data,
scaramantico il tuo pensar
da te voluta.
Come dimenticar
i tuoi consigli,
per noi ti davi da fare
per tutti quanti;
allevavi per noi diversi animali
perfino i conigli;
per sfamare nove bocche
che per fame facevano sbadigli.
Piena la sua giornata
nello starci dietro,
in particolare per me
che ero e sono inquieto;
ricordare non basta
che eri una bella Mamma,
di un vissuto sano
e mai per noi stanca.
La sua saggezza
mi spaventa ancora,
nel ricordar con quanta pazienza
mi sostenevi allora;
ero un fuggiasco sempre
e lei mi proteggeva,
tutti cenavano
e il mio lei me lo conservava.
Grazie Mamma
ovunque tu ti trovi,
sicuro che anche dal Paradiso
tu ci curi;
di tutto questo noi tutti
ne siamo fieri,
avere una Mamma
dolce come il miele.
©
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Commenti (1)
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Maria Rosa Cugudda16 aprile 2011
Versi colmi di profondi e veri sentimenti che scaturiscono dal cuore dell'autore, per ricordare l'amore di una madre sempre attenta e disponibile al sacrificio! Semplice lo stile, apprezzata particolarmente!
