L'altra guancia
angelo cora
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Impervio il mio cammino,
tra giovani sentieri,
scarni cespugli siepi,
scollina verso il mare
Volti sconosciuti, ulivi secolari,
ritocchi di pittori, colori irregolari
S'affretta il degradare
Quì sul litorale, fra ombrelloni scesi,
nessuno ha in man l'attesa
Sdraiato sulla rena, sosta un sole a nuvole appeso
Dall'amor schiaffeggiata, tace nella resa, l'anima offesa
Par taciturno il mare, dormicchiano lampare
Solo, un vecchio pescatore avvolto nella quiete,
mano rugginosa avvolge la sua rete
Rimane un sol ricordo ancora ad indugiare,
caldo tepor di mano, poggiata sul mio corpo,
nel lieve carezzare
L'urlo del silenzio, sfiorando un poco il cielo,
par cercarti ancora
Lume in mano acceso, l'altra mano tesa,
gridar forte quel nome: In nome dell'amore
Il cuor poco distante, non pago indulgente,
nel suo anormal picchiare,
in impeto d'oltranza,
porge l'altra guancia
©
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L'autore
angelo cora
sono, bianco, fantasma trasparente che s'aggira inutilmente, tra lievi ricordi e grevi sentimenti, ove esondano nel niente, sottilissimi pensieri, in onde impetuose, dal fiume della mente - Lascio comunque al cuore, il tanto ringraziare, quelle gentil persone, che pur non conoscendomi, leggono, a
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