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Dialettali 16 aprile 2011 · lettura 1 min · 2515 letture

L'ira

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filiberto 205 poesie pubblicate
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Come apriva l'occhi, già 'ncazzato, se la pijava con er monno 'ntero 'nfilava li carzoni e battajero incominciava er giorno da 'grugnato. Si quarcheduno nun lo salutava strigneva furioso li cazzotti dentro de se sparava cento botti er culo se rodeva e nun ce stava. Era na brutta bestia Gasperino ma tutti lo chiamaveno Ercolani perché menava lesto co le mani rompeva spesso e je piaceva 'r vino. Doppo capì che l'ira po' fa male er giorno che trovò un artro uguale.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Fa parte di un gruppo di sonetti tipo inglese (tre quartine a rime incrociate +un distico) che trattano dei vizi capitali con ironia personificandoli con soggetti simbolici. I nomi sono di fantasia.

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L'autore
filiberto

Sono nato nel 1949 in un piccolo borgo in provincia di Rieti e, dopo varie peregrinazioni in tutta Italia, ora risiedo in Molise. Mi piace leggere di tutto e scrivere sia in versi liberi e sciolti, sia in rima, ma in questo secondo caso non mi sento eccessivamente vincolato dalle regole della metrica che interpreto,

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Commenti (9)

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EnzoL16 aprile 2011

Bella poesia, piaciuta molto e condivisa... di Gasperini il mondo è pieno... rosicano!

quando lo splendore poetico invade il cuore la POESIA è VERO AMORE... dialetto satira o qual si voglia... essa vibra come in cielo l'aquila,... come l'albero in foglia... SPLENDIDA e nell'insieme del contenuto una morale, ...da capolavoro... complimenti

Aldo Bilato16 aprile 2011

tu invece in sto campo, n'artro uguale nun ce l'hai... forse Trilussa se s'aripja dar sonno eterno... complimenti!...cià*

v
veronica de tommaso16 aprile 2011

letto e riletto per cogliere tutti i dettagli della perfetta descrizione dell'iracondo che si alza già incavolato col mondo e scatta permaloso agli sgarbi e alle mancanze... lettura sempre piacevole e divertente che con leggerezza fa riflettere su difetti che sia pure in dose "omeopatica", sono presenti in tutti. l'autoironia che smonta la rigidità dei caratteri è l'unica chiave per ridimensionarli... quindi grazie per la "terapia poetica" che offri... e, ti dirò, stavolta ho riso di più perché questo mi sa che mi assomiglia... grande la chiusa!!

mario calzolaro16 aprile 2011

...grande apprezzamento e rispetto per lo stile, la fantasia ed i messaggi di questo nobile Autore

Rosy Marchettini16 aprile 2011

L'ira è la peggio bestia che ce sia, ma si ce se scontra co' n'artro più iroso allora so botte, botte da orbi! Bella scritta molto, molto bene Piaciutissima

C

perfetta e simpaticissima ma sei sicuro che si chiamasse gasperino, che ben evoca il personaggio del carbonaio del marchese del grillo, con sordi e non silviettino? le prime quartine ben si addicono a mister B, bravisimo

Emanuele Martina17 aprile 2011

davvero bella, intensa di significato, ormai sono davvero da collezione le tue liriche, complimenti

Moreno il Duca19 aprile 2011

e continua la saga di questsonetti che l'autore ci propone uno spettacolo nello spettacolo il suo poetare complimenti sinceri