Visioni trans- lucide

Cercavo un messaggio
e invece era solo un viaggio, dietro
le tante porte segnate di vernice
o nascoste con cura
Aprirne almeno una e ascoltare
la voce senza luogo a dirti ciò che vedi
staccato di mezzo palmo dal tutto
avvolto nel fumo che soffi dalla bocca
dopo il giro tra scintille di connessioni mobili
Lucida, lucida è la visione
così nera e candida
che perdona le macchie colate dalla distrazione
di un cielo distante,
passandovi dentro un dito che le allarga e le disegna
in misure proponibili, anche amabili,
per chi abbia la lingua corrotta a quel sapore di ruggine, santa
più del chiarore sul capo di un codice
Nell'antiperfezione sono appese tutte le chiavi,
ma lasciale pure al chiodo:
si entra da vai/vieni di saloon in quel bel dove asprigno...
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L'autore
Amara
Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (1)
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elisabetta tegas17 aprile 2011
una poesia di stile e di alto livello; belle immagini... molto comunicativa

