Occlusione nello stomaco (un sentimento cabriolet)
a te
le lascio
queste righe sparute
filtro
di un meriggio opacizzato
dalla noia che mi riaggiusta le lenzuola
e il senso di impotenza
che cerco di evitare
come le pozzanghere in Aprile
a te
le scrivo
in un sussulto di palpebre
agonizzando le pupille
consumando le papille del marciume
negatomi invano
(che tanto poi giungerò alla stessa Fine)
ogni pixel interrotto
corrotto
da me tradotto
dei tuoi anni
che so solo esser più dei miei
e dell'ostin- azioni che potrei o dovrei
voler condividere
m' occlude lo stomaco
oh! oh! Joint
la gatta non c'è più
ora è seppellita
sotto il bambù*
©
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Commenti (2)
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omissam17 aprile 2011
...e questo è vivere... in qualche modo, cercando di farlo... tentando di farlo... tanto questo ci resta, una assurda ostinazione...
h
hy ju17 aprile 2011
righe che sono testamenti, sbandate neurali, accomodamenti di pensieri che si incollano come gomme da masticare alla suola di ballerine di vernice nera da quindici euro. Si danno come per dire, delle arie ...per non far intendere al più frettoloso che, orde di sogni se ne vanno in fumo tutte le volte che ci guardiamo senza sospetto (e onestamente ci resta ben poco da sospettare... o da aspettare)...Allora scrivi Billa, righe bisbetiche, righe complesse, righe asimmetriche e balbuzienti che ci parlino ammutolendosi, che parlino a chi sa davvero ascoltare, a chi non ha fretta e non sospetta... ma rispetta.
