Miseria
Arturo Vaccarielli
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Io ti porto sull'oppio possente
perché di reale c'è poco nel mondo
e mentre canti tristemente
si sente sussurrare lo sguardo del sole
ecco un bel fuoco nella mano rosa
che scappa e corre senza posa
ecco un letto di brividi per amarsi
ed un corpo pieno di lividi per svegliarsi
Se non avessi schiume nere in bocca
ed il cuore immerso nella sabbia
riuscirei ad ammirar le stelle
che infinitamente scappan nella notte
Insultiamo insieme i venditori d'intelligenza
poveri Cristi senza coglioni
buttiamo sale sulle ferite dei borghesi
che s'accendono su fatui averi
Miseria nostra madre azzurra
che di rimpianti ai coronato vite spente
osserva i figli ubbidienti a forza
che raschiano le pentole vuote.
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L'autore
Arturo Vaccarielli
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