Altrove
Ti cerco
dentro ogni finestra chiusa,
nel buio delle case
e nella luce accesa,
sotto un lampione che aspetta
immobile la sera,
su un marciapiede stanco
di esser calpestato,
nel fumo di una sigaretta
orfana tra le dita.
Mi arrendo al vuoto.
In qualche mondo
-lo so-
ci sei ancora
e vivi.
C'è la tua carne
che respira e ama,
c'è la tua voce
che racconta storie,
il tuo profondo sonno
il caffè del risveglio.
Dietro il mio vetro
un brulichio di umanità
che ignoro
non sa di te, né io di loro.
Guardo il silenzio
e mi consegno al nulla.
Sono altro, sono altrove.
©
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L'autore
Grazia Bruschi
Pentagramma d’amore La mia vita in poche righe Sono nata di novembre, settimina. Mi credevano morta e mi hanno chiamata Maria, ma li ho fregati, sono ancora qui… e così ogni giorno che passa è un giorno regalato. Mia madre aggiunge Grazia a quel nome che ha tanta santità che proprio non mi appartiene. Passo un’i
Commenti (1)
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Simona Scudeller19 aprile 2011
Poesia letta e riletta con piacere! Si delinea alla lettura questo profilo in cerca, si scorge la sospensione della ricerca di ciò che non si troverà. Si sentono gli odori ed i silenzi. Un testo ben costruito per stile, immagini e tempi. I versi in chiusura, per quanto malinconici, hanno la forza della rinascita.
