Umide oasi languono d'assenza
Grazia Longo
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Passa, il tempo, sulla pelle,
un petalo avvizzito
dall'inverno perenne,
senza carezze.
Persa, tra l'obliosa nebbia,
fiocchi di gelida indifferenza,
coprono i sorrisi della terra.
Scende, la notte, sulle pieghe.
Nasconde un fremito antico,
un sussulto impercettibile.
Parla di te, il silenzio,
e distilla brividi, sul corpo.
Languore sale, dal ventre.
Ricerca frenetica,
nel gelo delle lenzuola,
nel vuoto del letto,
nelle pagine lacere,
fitte d'una vita
colma di corse
e vuota d'attese.
Nella sabbia della pelle,
tra sguardi cupidi di beduini,
è deserto, ove umide oasi,
languono d'assenza.
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