Non ci sto più
Antonio Bruno
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Puro ma furbo
vestito da urlo
Sparo per non affondare
tu sembri uguale
il pericolo vale
non farlo affondare
C'è voglia violenta
C'è tanta insipienza
Cerchi di osare
Eppure hai molto da fare
c'è sempre un confine
Tra mute parole e il sublime
Inutili sforzi
fanno venire i rimorsi
Tu non speri nulla
Vuoi solo che il giorno ti scorra
E che poi raggiunga
La notte che non è mia lunga
Arriva il mattino
E il sole mi viene vicino
La fata che incanta
Mi dice che dopo si schianta
L'inutile gesta
La soglia detesta
vanità poi s'appresta
A giungere sino allo spasmo
Un canto d'uccello selvaggio
Puoi ridere adesso
Non fingere d'esser depresso
non credi a nessuno
Nemmeno a un fantasma digiuno
Di grandi spaventi
Nessuno che poi se lo inventi
Sorrido di nuovo
Ma so stare solo
Gustare la voce
Di un piccolo che non ha la pace
che freme da sempre
Davanti alle rotte sterpaglie
Che sono d'amore
Che vogliono errore
Di suoli stuprati
Da mille soldati
Dell'armata blu
Io non ci sto più
©
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L'autore
Antonio Bruno
La linea che si torce e che forma queste lettere che messe una accanto all’altra fanno i simboli che i tuoi occhi scrutano. Sono immagini che fanno sorgere nella tua mente i suoni che adesso stai ascoltando, parole, mie parole che sono penetrate dentro di te.
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